ROMA – Non si ferma il crollo del mercato dell’auto in Italia. Ad aprile le immatricolazioni di nuove vetture sono state 116.209, in calo del 10,83% rispetto alle 130.321 di un anno fa.
Dopo la pausa di marzo (-4,9%) torna quindi una flessione a due cifre. Nei primi quattro mesi del 2013 le immatricolazioni sono state 471.750, in calo del 12,34%.
Dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione, nel marzo 2010, si tratta della 37a flessione subita dal mercato, precisa il Centro Studi Promotor. In questo scenario Fiat Group Automobiles ad aprile ha immatricolato in Italia 35.093 nuove vetture, in flessione del 14,4% rispetto alle 40.871 di un anno fa, mentre la quota si è attestata al 30,20%, in calo rispetto al 31,36% di un anno fa, ma in progresso rispetto al 28,75% di marzo.
Tutti in flessione i brand del gruppo torinese, anche se Fiat, precisa il Lingotto. ”migliora la quota sia nel mese, sia nel quadrimestre e in entrambi i casi si attesta al 21,9%”, grazie alle buone performances di Panda, Punto e 500.
Per il Centro Studi Promotor ”proiettando su base annua i dati dell’ultimo semestre il risultato atteso per il 2013 è di 1.247.537 unità, ancora più basso degli 1,4 milioni registrati nel 2002, che rappresentavano una flessione del 44% rispetto al livello pre-crisi del 2007”.
Le cause del crollo sono note: dal caro carburanti ed assicurazioni, alle difficoltà di accesso al credito, all’eccessivo carico fiscale che pesa sull’auto. Solo il nuovo Governo, dicono le varie associazioni, può rimuoverle, creando le premesse per il rilancio del mercato. Ed è appunto al nuovo esecutivo che tutti gli osservatori lanciano il proprio appello a fare presto.