Dopo un anno nero per il settore dell’auto negli Stati Uniti, la Ford chiude il 2009 con un record di vendite, mentre per la Chrysler continua la crisi.
Balzo in avanti delle vendite di auto della Ford negli Stati Uniti. A dicembre le immatricolazioni sono aumentate del 33% rispetto allo stesso mese del 2008 e si tratta di 14 mesi consecutivi che Ford vede aumentare le vendite e la quota di mercato.
Quest’ultima per il 2009 dovrebbe attestarsi al 15%, un punto in piรน del 2008. Il totale delle vendite nel 2009 registra una flessione del 15,4% a 1,7 milioni a causa del crollo dei primi mesi dell’anno per la crisi economica e finanziaria. Ma รจ comunque un risultato ragguardevole vista la forte congiuntura sfavorevole che ha investito l’intero settore.
La casa automobilistica americana prevede, quest’anno, di introdurre un maggior numero di prodotti nuovi. E intanto, a Wall Street il titolo di Ford fa un balzo del 7,30% a 11,03 dollari per azione.
Acque diverse si agitano in casa Chrysler dove le vendite, nel 2009, sono scene addirittura al di sotto di un milione di unitร per la prima volta dal 1962. La performance peggiore tra le principali case automobilistiche. Una notizia piรน che dura da digerire anche qui in Italia, visto che la Fiat possiede il 20% della casa automobilistica americana.
La Chrysler ha annunciato, oggi, che le vendite nell’ultimo mese del 2009, scivolano del 4% a 86.523 unitร dalle 89.813 unitร di dicembre 2008. Le vendite con marchio Chrysler scivolano del 7% a 18.122, mentre quelle con il marchio Jeep scivolano del 10% a 20.810 unitร e il totale delle vendite Dodge aumentano dell’1% a 47,591 veicoli.
Chrysler a dicembre ha venduto negli Stati Uniti oltre 86 mila auto con una flessione del 4% sullo stesso mese dello scorso anno e un incremento del 36% rispetto a novembre. Nei dodici mesi Chrysler ha registrato vendite per 931 mila auto negli Stati Uniti con una flessione del 36% rispetto all’anno precedente. Le scorte risultano in forte calo (-55%) con appena 178 mila auto.
Magra consolazione sapere che il momento storico non aiuta. E che, al di lร dell’ottimo risultato di Ford nell’ultimo mese dell’anno, solo tre case automobilistiche nel mondo – le coreane Hyundai e Kia e la Subaru – sono riuscite a vendere, nel 2009, piรน veicoli di quanti non ne avessero venduti nel 2008.
Guardando ancora in casa Chrysler, c’รจ un’altra questione che assilla la casa automobilistica di Detroit. O meglio gli italiani in Chrysler. Nella casa automobilistica americana รจ da poco arrivato, come capo del marketing, lโex numero uno della Lancia, Olivier Francois. Ma le critiche sul suo modo di fare pubblicitร sono sempre piรน forti.
Francois – riporta il Detroit News – ha introdotto giร nei primi giorni di lavoro in casa Chrysler molte novitร , che “fanno discutere”, come alcune pubblicitร che hanno destato preoccupazione fra i concessionari, che non le ritengono abbastanza focalizzate sui veicoli.
Una pubblicitร Chrysler in particolare รจ stata criticata in quanto รจ un rifacimento di uno spot Lancia.
Ma Francois – osserva il Detroit News – una risposta alle critiche ce l’ha: duplicare quanto fatto per Fiat, ma con un budget minore che richiede dove possibile un’unione delle risorse. In un’intervista al quotidiano di Detroit Francois spiega di aver bisogno di capire meglio la cultura e l’umore degli americani per definire il messaggio Chrysler ai consumatori e cosรฌ chiarire i fraintendimenti sulla sua strategia.
Francois sta riproponendo in casa Chrysler quanto fatto in Fiat in termini di pubblicitร : quattro marchi per quattro agenzie. “L’idea รจ semplice: servono piรน agenzie per piรน marchi. Non puรฒ essere fatto tutto con una sola”.
Le prime pubblicitร della nuova Chrysler hanno incassato critiche, soprattutto dai concessionari. Fred Frederick, titolare di concessionari Chrysler a Laurel e Easton, ritiene che non siano focalizzate sui prodotti e sui prezzi.
Una critica che Francois accoglie con sorpresa spiegando che โtutte le pubblicitร che arriveranno sono totalmente orientate al prodottoโ. Francois respinge le critiche anche per lo spot criticato perchรฉ creato per Lancia e riproposto per Chrysler, e che ha come cornice quella della consegna del premio nobel per la pace a Aung San Suu Kyi. “E’ una buona causa e a costo zero” osserva difendendo anche i futuri spot Chrysler.
