ROMA – Ennesima flessione a giugno per le vendite di auto in Italia (-5,51% a 122.008 unità) e caduta libera per il gruppo Fiat (-15,24%). E’ il deprimente quadro emerso dai dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, che pur confermando la tendenza al rallentamento della caduta delle immatricolazioni evidenziata a maggio (-7,98%), non promette però nulla di buono per il consuntivo 2013 che – sostengono unanimi gli osservatori – rischia di crollare ai volumi degli anni ’70.
Basta vedere quante auto si sono vendute nel primo semestre dell’anno: appena 731.203 unità, con un calo annuo del 10,31%. Un magro bottino determinato in gran parte dai bassi volumi registrati dal gruppo Fiat che a giugno ha immatricolato appena 33.504 nuove vetture (il 15,24% rispetto ad un anno fa) con una quota del 27,46% (era il 30,61%) e nel primo semestre si èè fermato a 213.152 unità (-11,44%).
”Le immatricolazioni negli ultimi tre giorni del mese di giugno sono state influenzate da un anomalo incremento dei canali onerosi (noleggio a breve termine e KM0) da parte della concorrenza che FGA ha deciso di non seguire”, sottolinea il Lingotto in una nota. Cosi’ come evidenzia il peso che anche a giugno ha avuto sulle vendite del gruppo ”la mancata fornitura di componenti per alcuni modelli”. Se fosse stato possibile immatricolare le ”oltre duemila vetture vendute ma non consegnate”, precisa, la quota di mercato del Gruppo sarebbe stata ”superiore di 1,6 punti percentuali”.
Ciò nonostante, “le posizioni di vertice delle auto più vendute sono ancora occupate da vetture Fiat”, con Panda al primo posto, seguita da Punto e 500. ”Con il -5,51% di giugno, il mercato italiano dell’auto ha registrato il 39 esimo calo dal marzo 2010, e cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione”, rileva il Centro Studi Promotor, secondo cui proiettando il risultato del primo semestre 2013 su base annua ”si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.259.582 unità, un livello da anni ’70. “Nei primi sei mesi dell’anno dal solo settore auto si sono persi altri 270 milioni di euro di Iva e 1,6 miliardi di fatturato rispetto ai valori dello scorso anno, accelerando così l’involuzione del contributo del settore al Pil e alla produzione di gettito fiscale”, precisa Massimo Nordio, presidente dell’Associazione delle case automobilistiche estere in Italia (Unrae), che punta il dito contro la mancata attenzione al settore del nuovo esecutivo.
”Oramai siamo a un mercato italiano simile a quello del 1969, ossia 44 anni fa, e a testimoniare che l’Italia ha sbagliato tutte le scelte politiche sull’automotive sono i dati sulle vendite 2012 in Europa, dove siamo stati il fanalino di coda”, rileva il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi, mentre il presidente di Anfia Roberto Vavassori, sottolinea che ”la piccola attenuazione del calo di mercato a giugno consegue all’andamento positivo della raccolta ordini ad aprile (+6%) e a maggio (+4,2%)”.