ROMA, 18 OTT – E' la Germania a far incassare un risultato positivo a settembre al mercato dell'auto in Europa (+1%, a 1.269.646 immatricolazioni, secondo i dati appena aggiornati dall'Acea).
A fronte infatti delle performance negative dei principali partner continentali, Italia su tutte (-5,7%), la locomotiva tedesca ingrana un settembre d'oro per le vendite di auto (+8,1%, a 280.689 immatricolazioni), un risultato che non si registrava (ad eccezione del periodo incentivi) dal 2006.
Proprio in Germania si toglie qualche soddisfazione il gruppo Fiat registrando a settembre un aumento delle vendite del 3,9%, a quota 8.300 ma complessivamente le vendite di Fga nell'Europa a 27+Efta sono in calo del 7,8% a 82.115 unita' e la quota di mercato scende al 6,5% contro il 7,1% di un anno fa. Nei primi nove mesi dell'anno sono 749.417 le immatricolazioni del Lingotto in Europa, in calo del 12% sul pari periodo di un anno fa.
Se a settembre il marchio Fiat cede parecchio terreno in Europa (-12,7% a 58.928 unità ma Panda e 500 si confermano le piu' vendute nel segmento A), Lancia/Chrysler prosegue invece la corsa degli ultimi mesi e totalizza 9.029 unità, per un incremento del 16,9%. Alfa Romeo perde il 2,6%, attestandosi a 10.792 unità; la quota, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dall'Acea, e' stabile allo 0,9%. Prosegue il boom del marchio Jeep che a settembre registra un incremento del 132,5% a 2.730 unità.
Nella top dei brand automobilistici in Europa a settembre al primo posto si conferma Volkswagen con un incremento delle vendite del 12,5% (a 156.521 unità), seguita da Ford (-0,3% a 108.231) e Opel (-5,9% a 98.793).
In Italia la contrazione del mercato e' piu' marcata a settembre rispetto agli altri maggior partner Ue – osserva Eugenio Razelli, presidente Anfia – ''e, in un contesto di stasi dell'economia e di instabilita' politica del Paese, nulla puo' far pensare a un miglioramento del trend negli ultimi tre mesi dell'anno''.
L'Unrae, attraverso il suo direttore generale Gianni Filipponi, punta il dito su una fiscalita' che in Italia penalizza sempre di piu' l'automobilista: ''solo per citare le misure di questo ultimo anno – rileva Filipponi – la nuova Ipt, Iva al 21%, incremento delle imposte sulle assicurazioni, due aumenti delle accise sui carburanti e il superbollo per le auto di maggiore potenza''.
In un contesto in cui la spesa per le auto degli italiani e' salita nel 2011 del 3,7% su base annua, secondo le stime di Econometrica, per via soprattutto del caro-carburanti, il Centro Studi Promotor mette in rilievo proprio come questo aggravio rappresenti un macigno per il comparto auto, al pari dei rincari ''non meno stratosferici'' registrati dai premi delle assicurazioni.
