Banca d’Italia. Stime Pil a 1/4 del Governo. 80 euro poco effetto

La sede della Banca d’Italia a Palazzo Koch (Foto Lapresse)

ROMA – Bankitalia taglia le stime del Pil e avverte: “Sulla crescita pesano gli incerti sviluppi delle crisi e le tensioni geopolitiche internazionali”. In particolare la Banca centrale italiana mette in guardia sull’impatto della crisi ucraina “sui prodotti energetici”. Anche “le condizioni eccezionalmente favorevoli sui mercati presentano elementi di fragilità e potrebbero rivelarsi transitorie”.

Nel Bollettino economico dell’istituto emesso lo scorso gennaio Bankitalia stimava per quest’anno un Pil in crescita dello 0,7%. L’ultimo Bollettino, invece, rivede la stima al +0,2%. Il Bollettino rivede al rialzo, invece, la stima del Pil 2015: da +1% a +1,3%. In questo caso il miglioramento si deve “principalmente” alle misure espansive decise a giugno dalla Bce, che potrebbero avere sul Pil italiano un effetto positivo pari all’1,0% nel triennio 2014-2016. La Banca d’Italia prevede “una ripresa moderata, non esente da significative incertezze”.

Il bonus Renzi di 80 euro per i redditi inferiori ai 1.500 euro mensili ha avuto un effetto assai modesto sull’economia: secondo la Banca d’Italia nel biennio 2014-15 produrrà effetti positivi per lo 0,1 per cento sul Pil e lo 0,2 sui consumi (sui saldi, segnala intanto Confcommercio, la risposta è stata molto debole).

Pochi creduloni hanno pensato che quello fosse lo scopo di Matteo Renzi. Il suo vero obiettivo era bloccare Beppe Grillo e in questo c’è riuscito. Al prezzo, per i contribuenti italiani, di 10 miliardi di euro.

Bankitalia, inoltre, avverte che il rischio deflazione non sembra scongiurato. Nel Bollettino l’inflazione italiana è prevista “allo 0,4% nel 2014” per risalire allo “0,8 l’anno prossimo” mentre si intravedono “segnali di miglioramento delle condizioni del credito, ma ancora marginali e incerti”. Diminuiscono le difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari, ma i prestiti al settore privato continuano a ridursi.

Anche la produzione industriale non va meglio. In maggio c’è stata una flessione inattesa, “comune all’area dell’euro, in parte attribuibile a effetti di calendario”. Quel che è peggio è che “le informazioni disponibili suggeriscono un sostanziale ristagno dell’attività anche nel secondo trimestre”.

Una piccola buona notizia, però, c’è. La disoccupazione in aprile e maggio è stata stabile al 12,6%, senza peggioramenti per la prima volta in tre anni. Il bonus Renzi di 80 euro per i redditi inferiori ai 1.500 euro mensili ha dato impulso ai consumi, facendoli aumentare dello 0,2%. Nel complesso la spesa delle famiglie sale per la prima volta dopo tre anni. Secondo il Bollettino economico il dato dovrebbe stabilizzarsi quest’anno per poi crescere nel 2015.

 

 

 

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Maria Elena Perrero