“Le banche italiane penalizzate dalle politiche europee”: parla il direttore dell’Abi

ROMA – Anche le imprese bancarie italiane si trovano a fronteggiare la crisi come qualsiasi altro settore produttivo in Italia e l'effetto Bce sul credito ci sara' nei prossimi mesi. Lo ha detto in una lettera al Corriere della Sera il Direttore Generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, in risposta all'articolo di Dario Di Vico ''non lasciamo solo chi subisce la crisi'' e condividendone in pieno lo spirito.

Ma Sabatini sottolinea che non aiuta a ''trovare soluzioni il non riconoscere che le banche commerciali, come le banche italiane, sono parte del Paese reale e subiscono pesantemente la crisi''. Il Direttore Generale dell'Abi mette quindi in evidenza quattro punti: 1) I dati confermano che nonostante il negativo andamento ciclico, rimane un flusso positivo di finanziamenti alle imprese, ed anzi il tasso di crescita dei prestiti in Italia e' piu' alto di quello medio nell'eurozona, +5,8% contro +1,7%. 2) Le banche dal luglio del 2009 hanno cercato insieme alle imprese soluzioni per ridurre l'impatto della crisi, prime fra tutte la moratoria sui debiti. 3) Il peso della crisi sulle banche. 4)Le nuove regole che penalizzano le banche commerciali, come Basilea 3 e quelle imposte dall'Eba. Inoltre – aggiunge Sabatini – ''sulla capacita' di aumentare gli impieghi pesano come macigni l'incognita regolamentare e il peggioramento della congiuntura economica. Le banche commerciali non sono una variabile esogena rispetto all'economia reale. Ne fanno parte a pieno titolo'', sottolinea il Direttore Generale dell'Abi, concludendo: ''Chiedere l'erogazione di piu' credito senza tenere conto di questo contesto e delle interconnessioni non porta alla soluzione dei problemi''.

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Alberto Francavilla