ROMA, 26 LUG – Le banche italiane restano poco esposte verso la Grecia e in maniera decisamente inferiore rispetto alle rivali francesi e tedesche. A confermarlo ancora una volta, dopo le dichiarazioni in tal senso della Banca d'Italia e dell'Abi ripetute nel pieno dell'attacco speculativo all'Italia, arrivano i dati ufficiali della Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea.
Gli istituti di credito nazionali sono esposti infatti per 4,5 miliardi di dollari verso Atene, per la gran parte verso il settore pubblico (2,4 miliardi). Marginale anche l'esposizione potenziale sotto altre forme come i derivati o le garanzie estese, per un totale di 1,7 miliardi di dollari.
Una soglia molto al di sotto di quella delle banche francesi (55 miliardi) e tedesche (23 miliardi), ma anche degli Stati Uniti (38 miliardi in maniera indiretta sotto forma di garanzie estese). L'interesse di Francia e Germania verso la soluzione della crisi di Atene risiede anche nel fatto che le proprie banche detengono i due terzi dell'esposizione diretta del sistema del credito internazionale verso Atene, che ammonta a 138 miliardi di dollari di cui 127 in mano a istituti europei.
A questo vanno aggiunti ulteriori 64 miliardi di esposizioni indirette di cui, come detto, 38 a carico di istituti negli Stati Uniti.
Ma la Bri segnala anche come nel primo trimestre dell'anno siano cresciute di molto le attivita' delle banche internazionali che comprendono anche i Cds. E ''sono state particolarmente vivaci le attivita' esposte verso Spagna (+16%), Italia (+10%) e Regno Unito (+10%)''. Piu' in generale le attivita' transfrontaliere delle banche nel mondo monitorate dalla Bri sono salite dell'1,5% a 466 miliardi di dollari, recuperando il calo del trimestre precedente. L'aumento, nota l'istituto di Basilea, e' stato guidato dai prestiti in dollari (+3,9%) specie alle banche statunitensi, mentre quelli in euro sono scesi dello 0,4%.