Banche: stress test Ue più severi, 5 italiane sotto esame

ROMA – L’Europa rende più severi gli stress test su 90 banche del Vecchio Continente e si allinea ai criteri utilizzati negli Stati Uniti. L’autorità europea Eba, dopo un’animata trattativa fra i diversi paesi, ha alzato l’asticella da superare al 5% dell’indice Core Tier1 (indicatore piu’ ristretto del Tier1) escludendo così tutta una serie di strumenti ibridi di capitale non in grado, in caso di crisi, di assorbire le perdite.

”E’ stato un traguardo difficile da raggiungere” ha spiegato all’Ansa una fonte di alto livello dell’Eba a margine dei lavori dell’Ecofin. Al vertice peraltro era presente lo stesso numero uno dell’autorità, l’italiano Andrea Enria, che ha illustrato i criteri e le modalità usati per uniformare i diversi criteri sul capitale in uso fra i paesi europei e rendere lo stress credibile e in grado di fornire un quadro informativo preciso del sistema bancario continentale. Secondo alcune fonti Enria ha ricordato come l’operazione deve avere successo per assicurare la credibilita’ della nuova autorità di vigilanza e per questo l’asticella e’ stata portata al 5% allineandosi così a quella della Fed.

La decisione di rendere più severo il test colpisce principalmente le banche tedesche, specie quelle regionali, la cui associazioine di categoria si è infatti subito detta scettica sui criteri utilizzati. Nel test, che sarà pubblicato a giugno, sono, come da attese, 5 le banche italiane coinvolte: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi e Banco Popolare. Tutte, tranne Unicredit, hanno deliberato o stanno per predisporre aumenti di capitale raccogliendo così l’invito del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi di rafforzare il patrimonio prima della pubblicazione dei test.

Per Piazza Cordusio comunque, secondo voci di mercato, è solo questione di tempo anche perche’ l’istituto rientrerebbe fra quelle entita’ sistemiche per le quali le autorità internazionali vogliono stabilire livelli di capitale maggiori. I test, va ricordato, sono esercizi che misurano la capacita’ delle banche a resistere a scenari ipotetici negativi come un calo del Pil dello 0,5% della zona euro ma non prevedono invece una default del debito sovrano di un paese dell’area.

Il mercato ritiene comunque probabile che solo una manciata di banche falliranno il test e in quel caso dovrebbe essere previsto un intervento di garanzia pubblico che scatterebbe solo in caso di fallimento del ricorso al mercato. Anche gli istituti appena al di sopra della soglia dovranno però varare azioni per rafforzare il capitale. Gli stress test, ha spiegato il commissario Ue Olli Rehn, sono necessari perchè ”il sistema bancario” rimane uno dei punti deboli dell’Europa insieme al debito sovrano.

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Alessandro Avico