ROMA – Le commissioni del bancomat scenderanno del 30%. Questa la promessa del Consorzio Bancomat all’Antitrust dopo l’istruttoria avviata lo scorso 19 febbraio su 594 tra banche, società e capogruppo. Il Consorzio ha promesso all’Antitrust che dall’attuale 0,10 euro di commissione si passerà a 0,07 euro.
Una misura che potrebbe portare risparmi in tutti i settori dove si paga con carte di debito e bancomat. Misura che arriva dopo che lo scorso 30 giugno l’uso del Pos è diventato un servizio obbligatorio da offrire ai clienti che vogliono usarlo per importi sopra i 30 euro, obbligo però che non prevede sanzioni per gli inadempienti.
L’impegno ‘formale’ è stato assunto dal consorzio davanti all’Antitrust, al termine di un’istruttoria avviata il 19 febbraio scorso per accertare ”l’eventuale sussistenza di profili anticoncorrenziali, in violazione dell’art. 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.
In cambio l’Autorità garante per la concorrenza ha deliberato di renderli obbligatori e di chiudere il procedimento: entro 45 giorni, il Consorzio Bancomat dovrà presentare all’Antitrust una relazione in cui illustrerà le modalità di attuazione degli impegni assunti. Si potrebbe trattare di un bel risparmio per tutti quei settori in cui la moneta elettronica è consuetudine, dal commercio e il turismo alla ristorazione e ai servizi.
La rete italiana di Pos e Atm è comunque una realtà con numeri in crescita anche se ancora lontani da paesi quali Francia o Gran Bretagna. I dati più recenti parlano di 1,4 milioni di Pos e 34 milioni di carte Bancomat che salgono a 90 milioni se si aggiungono quelle di credito o le prepagate. E anche le transazioni sono in aumento.
Tanto che da più parti, soprattutto dalle organizzazioni di categoria dei commercianti, artigiani e professionisti, era stato sollecitato l’avvio di un tavolo per un possibile taglio dei costi di commissione. Stabilita in 10 centesimi per operazione, la commissione interbancaria multilaterale (MIF) era stata applicata a partire dal 3 gennaio 2014, senza la previsione di un termine ultimo di applicazione. Ma per il futuro, avverte l’Antitrust,
”questo valore sarà ancorato a un’analisi dei costi sostenuti dagli operatori e si ridurrà per effetto delle eventuali efficienze riscontrate a livello di sistema”.