ROMA, 31 MAG – Non e' un identikit ma l'indicazione di due qualita', anzi di requisiti indispensabili, per poter aspirare al suo posto. E' lo stesso governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nelle sue ultime Considerazioni Finali prima del suo trasferimento alla Bce il prossimo novembre, a ricordare che ''merito e indipendenza'' sono stati ''i principi guida del mio mandato'' e ''condizioni essenziali'' per la credibilita'. Draghi non entra cosi' nel merito della sua successione ma ricorda come ''la Banca d'Italia e' stata una fucina di quadri al servizio della nazione, dell'Europa'' e la sua azione di Vigilanza e' stata preziosa per il paese nella crisi ''e va preservata''. La questione della successione e' ancora aperta e le consultazioni si intensificano sulla nomina di un esponente interno, certamente gradito alla struttura dell'istituto e a chi paventa ingerenze politiche o esterno, scegliendo una figura di prestigio nazionale e internazionale. In lizza si sono cosi' il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, e quello del Tesoro Vittorio Grilli, e il componente del board della Bce, nonche' ex Bankitalia, Lorenzo Bini Smaghi che dovrebbe lasciare in ogni caso il suo posto a Francoforte per evitare la presenza di due italiani. Secondo alcune voci citate dalla Reuters tuttavia la Banca centrale europea avrebbe intenzione di opporsi a qualsiasi pressione esterna per spingerlo a lasciare il comitato esecutivo prima della scadenza nel 2013. Secondo la Reuters la Bce si aspetterebbe che Bini Smaghi lasci ''solo se gli viene offerto il posto di governatore della Banca d'Italia'', in caso contrario sarebbe un attacco alla sua indipendenza. Non e' escluso comunque che per la corsa a Via Nazionale possa spuntare poi il nome di un quarto concorrente come il vice direttore Anna Maria Tarantola. ''Con la vigilanza della Banca d'Italia il nostro paese – sottolinea ancora Draghi- puo' contare su una tradizione salda'' e il governatore ricorda di averne ''rafforzati gli aspetti piu' validi, i principi di una supervisione rigorosa che non si e' mai convinta del 'tocco leggero', pronta a persuadere se possibile, a prescrivere se necessario, nei limiti della legge. Fatta di civil servants preparati e retti''. La nomina del governatore e' disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Premier, previa delibera del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore di Bankitalia. Se si optasse per una soluzione interna, l'ipotesi piu' probabile e' quella di veder salire Saccomanni al posto di Draghi, affiancato da Ignazio Visco come Direttore generale. Il primo, 68 anni, da sempre in Banca d'Italia, vanta una profonda conoscenza dell'istituzione e del panorama economico e bancario italiano; il suo vice Visco e' un apprezzato economista, allievo di Federico Caffe', e nel suo curriculum annovera anche la carica di capo del servizio studi della Banca e poi quella di capo economista all'Ocse. Di rango anche il Cv di Grilli: bocconiano, nato a Milano nel 1957, con una carriera universitaria negli Stati Uniti (professore a Yale) e in Gran Bretagna. E' stimato dalla comunita' finanziaria e bancaria nazionale e internazionale e ricopre anche da oltre vent'anni incarichi statali di alto livello (al Tesoro e alla Ragioneria dello Stato). Quanto a Bini Smaghi, fiorentino 54 anni, vanta studi all'estero, in Belgio e Stati Uniti, ha compiuto un'esperienza lavorativa di 11 anni in Banca d'Italia, ha fatto un passaggio al Tesoro e poi dal 2005 e' approdato alla Bce. Gode anch'egli di una buona reputazione a livello internazionale.
