ROMA, 25 FEB – Gli interventi di sostegno all'accesso al credito riservati alle imprese ''sono stati di entita' significativa'', mentre ''le misure destinate alle famiglie hanno avuto un impatto macroeconomico modesto''. E' quanto rileva uno studio della Banca d'Italia. Nel complesso per le imprese le misure hanno interessato ''risorse pari a circa il 5% delle erogazioni di prestiti bancari dall'inizio del 2009 a settembre 2011. Per le famiglie il corrispondente valore e' risultato piu' contenuto, pari a poco piu' dell'1%''.
Per le famiglie, spiega lo studio, 'il minore impatto e' riconducibile principalmente alla severita' dei requisiti previsti per l'accesso ad alcune iniziative e alla modesta entita' dei fondi stanziati''.
L'occasional paper, intitolato 'L'accesso al credito in tempo di crisi: le misure di sostegno a imprese e famiglie' (messo a punto da quattro economisti di Palazzo Koch: Laura Bartiloro, Luisa Carpinelli Paolo Finaldi Russo e Sabrina Pastorelli), ricostruisce come dopo la crisi finanziaria iniziata nell'agosto 2007, che ha comportato un inasprimento delle condizioni di offerta di finanziamenti, a partire dagli ultimi mesi del 2008 siano state adottate ''numerose misure di sostegno all'accesso al credito dirette a imprese e famiglie, quali sospensioni del rimborso del debito (cosiddette moratorie), prestazioni di garanzia su alcuni tipi di finanziamento e varie forme di incentivo alla concessione di nuovi prestiti''.
Nel complesso, si legge nel rapporto di Via Nazionale, ''le risorse finanziarie affluite alle piccole e medie aziende dall'inizio del 2009 a settembre 2011 hanno raggiunto il 5% circa delle erogazioni complessive e oltre il 10% di quelle non superiori a un milione realizzate nello stesso periodo''.
Le misure destinate alle famiglie, tra gennaio 2010 e settembre 2011, invece, ''hanno fornito maggiore liquidita' per circa l'1% del flusso di prestiti al settore''. A riguardo la ricerca evidenzia che ''la dimensione contenuta degli interventi, gli stringenti requisiti posti per accedervi e, in alcuni casi, lungaggini burocratiche e amministrative nella predisposizione e nell'attuazione delle misure ne hanno limitato l'effetto anticongiunturale''.
