Bankitalia, il governo tace: ancora nessun nome per il dopo Draghi

ROMA – Il consiglio Superiore della Banca d'Italia attende una indicazione chiara sul nominativo del successore al governatore Mario Draghi da parte del presidente del Consiglio per pronunciarsi sul tema e così, come nelle attese, affronta solo argomenti di ordinaria amministrazione. La strada per nominare il successore è così ancora lunga, visto che il consiglio dei ministri di giovedì non discuterà della vicenda.

In apertura della riunione odierna a Via Nazionale, il consigliere anziano Paolo Blasi ha informato i partecipanti che non era possibile mettere all'ordine del giorno l'argomento, come richiesto nella comunicazione inviata dal premier, perché questa non forniva alcun nominativo. Mancando i presupposti, è stato il ragionamento di Blasi, non era possibile esprimere il parere e la riunione si è svolta su temi ordinari riconvocandosi per il 19 luglio.

La procedura, prevista dalla legge del 2005, prevede che la presidenza del Consiglio richieda il parere del Consiglio Superiore prima di proporre il nome al Presidente della Repubblica. Nell'opinione del Consiglio però, cui prima della riforma spettava il potere di proposta, il parere può essere espresso solo in presenza di una lettera che contenga un esplicito nominativo e permetta così la convocazione di una riunione straordinaria.

Il pallino è quindi nelle mani del premier, ma i tempi sembrano allungarsi rispetto a quanto previsto in un primo momento.

Nel cdm di giovedì infatti, già 'ingolfato' dalle importanti discussioni sulla manovra e la delega fiscale, il tema della Banca d'Italia non verrà posto in discussione.

A frenare sui tempi è anche il pieno rispetto delle regole chiesto dal Capo dello Stato, il quale intende garantire la massima correttezza alla procedura, vista l'importanza della Banca d'Italia fra le istituzioni del Paese.

Per Napolitano, inoltre, va applicata la legge sul risparmio nella quale l'accento viene posto sull'autonomia della Banca d'Italia dal potere politico. Per il momento quindi la corsa resta limitata ai due favoriti: il direttore generale dell'istituto Fabrizio Saccomanni e quello del Tesoro Vittorio Grilli, con l'outsider Lorenzo Bini Smaghi le cui quotazioni sono alte solo presso i bookmaker.

Per il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, comunque, ''tutti i nomi che sono stati fatti per guidare la Banca d'Italia sono nomi di grande spessore''.

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Maria Elena Perrero