ROMA, 13 OTT – In ordine alla riforma fiscale ''rimane prioritaria l'azione di contrasto all'evasione fiscale. Tale azione accresce la plausibilita' di una riduzione – in prospettiva – dell'elevato carico fiscale sui contribuenti onesti, rafforzando gli incentivi al lavoro e al fare impresa''. Lo afferma Bankitalia in audizione a Senato sulla delega fiscale.
''Quando i conti pubblici saranno in equilibrio, sara' necessario garantire che i margini di manovra derivanti dalla lotta all'evasione vengano utilizzati per ridurre le aliquote legali e non siano destinati al finanziamento di maggiori spese'' e' il monito pronunciato dal capo della ricerca economica Daniele Franco.
I dati infatti, ha osservato, ''delineano un sistema economico con un prelievo fiscale complessivamente elevato e, soprattutto, con aliquote in media nettamente piu' elevate di quelle medie degli altri paesi dell'area dell'euro. Quest'ultima caratteristica riflette anche l'ampia diffusione che hanno le attivita' economiche irregolari e il fenomeno dell'evasione fiscale.
Questa situazione – ha detto – distorce l'attivita' economica; penalizza le imprese italiane rispetto a quelle straniere; disincentiva la crescita dimensionale delle imprese, essenziale per l'innovazione e la presenza sui mercati internazionali; ostacola gli interventi in favore dei cittadini con redditi modesti, per la definizione dei quali sono necessarie informazioni affidabili sulla situazione effettiva dei nuclei familiari''.
''Per contrastare l'evasione potrebbe rivelarsi assai utile irrobustire le misure gia' introdotte nel corso dell'estate prevedendo, nell'immediato, un ulteriore abbassamento del limite per l'utilizzo del contante''. Lo ha detto il capo della ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco in audizione al Senato.
''In particolare – ha spiegato – ci si riferisce alla possibilita' di favorire un maggiore uso della moneta elettronica per le spese delle famiglie, al completamento del processo di condivisione delle informazioni tra le diverse amministrazioni, al potenziamento degli attuali strumenti di misurazione induttiva del reddito (''redditometro'' e ''spesometro'') e degli studi di settore''.
