ROMA, 25 OTT – L'Italia ha ''punti di forza e vitalita' nella sua economia'' e per questo ''io ci credo profondamente''. Il neo governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, alla sua prima apparizione pubblica (sebbene a porte chiuse) nella nuova carica da' una iniezione di fiducia al paese in un momento in cui l'Ue e l'asse franco-tedesco ci chiedono misure per abbattere il debito che il governo e la classe politica italiani non riescono a concordare.
A Visco fa eco il direttore generale Fabrizio Saccomanni che, in un un altro evento pubblico, rileva come dopo le misure d'urgenza di stabilizzazione dei conti pubblici varati in estate ''gli obiettivi dell'Italia sono raggiungibili'' a patto pero' che ''ci sia un minimo di coesione politica''.
Saccomanni non entra nel merito dei provvedimenti allo studio, in primis il nodo pensioni, ricordando come la scelta spetti a governo, politica e Parlamento e ricorda come l'istituto centrale abbia gia' fornito il suo contributo di analisi ma comunque ''l'impressione che l'Italia debba fare ancora tantissime cose non e' proprio corretta''.
Le priorita' generali le indica ancora una volta Visco: "Sostenibilita' finanziaria, investimenti in settori vitali quali istruzione, innovazione e capitale sociale''.
Il neo governatore, che partecipera' alla giornata del risparmio dell'Acri dove Mario Draghi fara' il suo ultimo discorso pubblico come governatore, rileva di affrontare il nuovo compito ''con la normale serenita' che nasce dall'essere capo di una istituzione molto solida e molto preparata al servizio del Paese''.
Tocca poi a Saccomanni ricordare un grande serbatoio potenziale di crescita non sfruttato: i giovani. ''Le nuove generazioni, e la loro produttivita', sono il margine piu' efficace per ampliare il potenziale di crescita dell'economia'' spiega riprendendo quanto gia' espresso da Draghi in risposta alle manifestazioni di 'indignados' e precari in tutta Italia e nel mondo.
Ma la strada maestra per preservare il benessere in un contesto di globalizzazione spinta e invecchiamento della popolazione e' quello di aumentare la produttivita' .
Inoltre occorre portare a termine la riforma del mercato del lavoro ''con un welfare adeguato alla maggiore flessibilita' introdotta negli anni passati che consenta, anche a chi si affaccia per la prima volta al mercato del lavoro di individuare impieghi consoni alle proprie aspettative e competenze e non penalizzi la frammentarieta' delle carriere''.
