ROMA – La Francia chiede pubblicamente il posto di Lorenzo Bini Smaghi alla Bce per non rimanere senza suoi rappresentanti in seguito all'arrivo di Mario Draghi alla presidenza. Il presidente Nicolas Sarkozy esorta esplicitamente a mettere da parte le carriere personali rispetto ''all'interesse generale'', ribadisce l'appoggio a Draghi e confida nella parola data dall'Italia.
Una posizione che il premier Berlusconi, che gia' ieri aveva, in un colloquio, invitato Bini Smaghi a fare un passo indietro, con una nota serale afferma di condividere. Da parte della Bce, impegnata peraltro nella delicata trattativa sulla Grecia con gli stati dell'Ue, ci si limita a ricordare quanto gia' espresso la scorsa settimana da Trichet in maniera diplomatica ovvero che i componenti del board prendono le loro decisioni in piena indipendenza e il loro mandato dura 8 anni. Una posizione che peraltro non esclude un gesto di volonta' dello stesso Bini Smaghi.
La Francia continua ad appoggiare cosi' Draghi senza dubbi, anche perche' confida ''nella parola data'' dall'Italia di far entrare nel board un esponente di Parigi, ha scandito il numero uno dell'Eliseo. ''L'Italia si e' impegnata con la sua parola. Non ho alcuna ragione di dubitare della parola dell'Italia – ha detto Sarkozy per poi lanciare una 'frecciata' al banchiere centrale: ''Anche se i piani di carriera degli uni e degli altri sono assolutamente appassionanti, essi sono meno importanti rispetto all'interesse generale''. E qui il numero dell'Eliseo ha argomentato le ragioni di 'stato' di Parigi in maniera secca: ''C'e' una regola, che e' una regola non scritta, che ciascuno conosce bene'' – taglia corto Sarkozy – secondo il quale ''e' nell'interesse della Bce vedere rappresentati i grandi paesi nel direttorio''. E poi: ''Forse si puo' considerare che la Francia e' un grande paese e forse si puo' considerare che avere due italiani su sei membri del direttorio della Bce non sarebbe una soluzione estremamente europea. Dire questo, mi sembra dire una cosa di buonsenso''. In serata da Palazzo Chigi esce una nota che parla di una ''una cordiale telefonata Sarkozy, in vista del Consiglio europeo della prossima settimana'' dove Berlusconi ''ha confermato la posizione italiana, espressa ieri con una nota ufficiale della Presidenza del Consiglio, riguardo alla composizione del 'board' della Bce. Il presidente Berlusconi ha inoltre condiviso le dichiarazioni odierne del presidente Sarkozy in merito alla vicenda Bce. Nel pieno rispetto dell'autonomia della Banca centrale, entrambi hanno ribadito l'opportunita' di confermare anche per il futuro l'equilibrio nella composizione del 'board' della Bce''.
A questo punto per Bini Smaghi, che ieri aveva fatto appello all'indipendenza della Bce e al rispetto dello statuto per restare in carica fino alla fine del suo mandato (2013), la posizione si fa sempre piu' insostenibile. A lui e' difficile dire se siano stati prospettati degli incarichi di prestigio alternativi come ad esempio il posto di direttore generale della Banca d'Italia o del Tesoro. Di certo le sue chance di prendere il posto di Draghi come governatore si sono ridotte a quasi zero a vantaggio degli altri due candidati di peso quali l'attuale dg dell'istituto centrale Fabrizio Saccomanni, ben visto dalla struttura interna e da vasti settori economici, bancari e politici e quello del Tesoro Vittorio Grilli, considerato, a torto o a ragione, vicino alle posizioni del ministro Giulio Tremonti.
