ROMA – ''L'operazione e' stata concepita, presentata e realizzata principalmente per ridurre i rischi di razionamento del credito all'economia e favorire l'uscita dalla fase recessiva''. In un'intervista al Sole 24 Ore Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, plaude alla maxi-asta della Bce, che ha consentito alle banche di ''fare provvista di liquidita' a costi favorevoli da destinare all'economia reale''.
''Purtroppo 40 miliardi all'1% al sistema italiano possono attenuare ma non risolvere le tensioni sugli oneri del finanziamento degli intermediari e quindi per i debitori finali'', sottolinea Beltratti, secondo cui ''solo con un allentamento duraturo degli spread sara' possibile ridurre strutturalmente il costo del credito''.
In merito al pressing dell'Eba sui patrimoni, ''alla nuova vigilanza comunitaria in questa fase e' stato assegnato il compito di monitorare la solidita' patrimoniale delle banche europee, le quali a loro volta hanno spesso a che fare con bilanci di transizione e basse valutazioni di Borsa'', rileva l'economista della Bocconi.
''Quel che e' certo e' che l'Eba non si e' posta l'avvertenza che ha avuto il Comitato di Basilea quando ha suggerito che i rafforzamenti patrimoniali imposti da Basilea 3 avvenissero nelle fasi di ciclo sostenuto, per evitare possibili circuiti viziosi con il credito e l'economia''.
Quanto all'Abi, che ha polemizzato sull'utilizzo di standard contabili diversi da parte dei diversi sistemi bancari europei per varie categorie di attivita' finanziarie, ''le contestazioni sono le stesse mosse dalle grandi banche americane a Basilea 3: anche loro – osserva Beltratti – hanno sostenuto che in Europa non esistono regole uniformi di ponderazione del rischio di varie categorie di securities''.
