ROMA – Pasqua all’insegna dei rialzi per la benzina. La corsa della verde non conosce sosta, infrangendo record su record e arrivando oggi, nonostante i ripetuti cali dei prezzi internazionali che si sono susseguiti nei giorni scorsi, alla nuova media nazionale di 1,908 euro.
A portare il costo della benzina al nuovo massimo storico è stata, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, l’Ip, ma a salire fino alla soglia di 1,9 euro è anche l’Eni, market leader i cui movimenti sono solitamente seguiti a breve anche dalle altre compagnie.
Dopo giorni di sostanziale calma, i rialzi sono stati generalizzati: a mettere mano ai listini della verde sono state infatti anche Shell, che ha portato i prezzi a 1,903 euro, ed Esso, che resiste però sotto il tetto di 1,9 a 1,898 euro. Il gasolio resta invece fermo a 1,795 euro.
A livello locale i picchi sono però anche più alti: a Roma si trovano distributori con punte di 1,940 euro, mentre, secondo Quotidiano Energia, nelle regioni del Centro i massimi arrivano fino a 1,982 euro al litro per la verde e a 1,825 euro per il diesel. Tutti aumenti con cui gli automobilisti si troveranno a fare i conti nel week end di Pasqua.
Facendo il pieno, calcola il Codacons, le famiglie in viaggio si ritroveranno a pagare ben 17,5 euro in più rispetto all’anno scorso, con un rincaro del 23%: ”Livelli insostenibili che stanno modificando le abitudini degli italiani” visto che il numero di chi si metterà in viaggio in auto durante le feste pasquali e nei prossimi ponti, ”subirà – afferma l’associazione dei consumatori – un drastico calo fino al 20%”.
A non nascondere la preoccupazione è anche la Coldiretti, secondo la quale ormai il costo del pieno per un’auto di media cilindrata, pari a 95 euro, supera il conto della spesa per il pranzo di Pasqua. Il fronte anti-rincari è però quanto mai trasversale e coinvolge anche i gestori della Fegica che denunciano il ”comportamento deplorevole dell’Eni”.
Mentre la benzina si avvicina a grandi passi ai 2 euro al litro, la compagnia leader del mercato, affermano, prima aumenta i prezzi e poi ”investe decine e decine di milioni di euro per pubblicizzare gli ‘sconti’. Che altro deve accadere – si chiede l’associazione della Cisl – perché i ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico intervengano?”.