Borse, ancora black-out. Problemi nei software o colpa degli hacker?

ROMA – Il black-out delle borse europee non si ferma. Martedì 22 febbraio è toccato a Milano, dove Piazza Affari è rimasta sospesa per sei ore, aprendo le contrattazioni solo alle 15:30, praticamente con lo stesso fuso orario di Wall Street. Ieri è stata la volta di Parigi, dove il CAC 40, il paniere principale della borsa francese, alle 9 di mattina segnava sui book elettronici -0,72 per cento. E’ stato così per un’ora. E oggi il blocco ha colpito Londra.

Ma che cosa c’è dietro a questi stop forzati alle contrattazioni finanziarie? L’Fbi aveva fatto sapere a inizio mese, scrive il Sole 24 Ore, che per tutto il 2010 un gruppo di hacker ha violato il sistema informativo del Nasdaq, pur non compromettendo la piattaforma di trading.

Secondo gli esperti interpellati dal Sole, i corto circuiti di questi giorni non sono legati tra loro né sono conseguenti alle tensioni in Maghreb. Da Nyse Euronext hanno confermato al quotidiano che quello di ieri, 24 febbraio, è stato “un incidente tecnico eccezionale nel processo di calcolo degli indici, poco dopo l’apertura. Il processo di calcolo è ripreso alle ore 9.53 e i valori diffusi dal quel momento in poi sono risultati corretti. Ma non c’è stato un impatto sulle negoziazioni dato che il trading su azioni, Etf, warrant, certificati e derivati non è mai stato sospeso”.

Dalla sede parigina della società hanno aggiunto che “sono in corso verifiche” sul sistema Utp (Universal trading platform, la piattaforma utilizzata anche a Wall Street che consente la gestione integrata di trading e sistemi informativi) per individuare la natura del problema.

Per quanto riguarda Piazza Affari le verifiche sono ancora in corso. Qui, diversamente che a Parigi, sono rimasti bloccati non solo gli indici, ma anche gli scambi, per un guasto al sistema informativo Ddmplus, utilizzato per divulgare i prezzi dalla gran parte degli intermediari agganciati a Piazza Affari.

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Maria Elena Perrero