
MILANO – Chiudono con tonfi ovunque le Borse mondiali, dopo quella che è stata la giornata peggiore dal 2011, l’anno dell’ultima grande crisi. A Milano la “sindrome cinese” innescata dalla svalutazione dello yen e dalla frenata all’import ha scatenato le vendite: in giornata l’indice Ftse Mib ha perso il 7%, salvo poi recuperare e attestarsi al 5,96% in chiusura di seduta. Non è andata meglio alle altre piazze. Parigi ha chiuso in calo del 5,35%, Francoforte ha ceduto il 4,70%, Londra il 4,67%. Malissimo la Borsa di Atene, che ha lasciato sul terreno il 10,5%.
In Giappone, vicino alla Cina che ha innescato questo terremoto finanziario, l‘indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in flessione del 4,61%. La Borsa di Shanghai resta in profondo rosso: lunedì ha lasciato sul terreno l’8,5%, azzerando tutti i guadagni del 2015. Male anche tutte le altre Borse asiatiche.
