MILANO, 12 LUG – I piccoli azionisti? Ininfluenti per i destini della Borsa. E' questo, in sintesi, il giudizio dei milanesi intervistati oggi davanti ad alcune banche sugli scossoni che stanno facendo tremare Piazza Affari.
''Il mercato – dice Arturo, operatore del mondo finanziario – e' ormai in mano ai 'professional' e agli speculatori che stanno aspettando l'approvazione e l'esito di una finanziaria d'urto. I piccoli azionisti? In gran parte non sono consapevoli di quanto sta accadendo''. ''E poi – aggiunge un suo collega – e' da un pezzo che i piccoli azionisti non fanno piu' mercato''.
In ogni caso, concordano un po' tutti, i facili guadagni di una volta sono diventati un miraggio per chi si divertiva a 'giocare in Borsa'. ''I piccoli investitori chiaramente stanno perdendo tanti soldi – afferma Giulio, 48 anni – e sfuma ogni possibilita' per chi aveva intenzione di mettere via qualche guadagno''.
''Sono preoccupato per le poche azioni che ho'', dice Lorenzo, che affronta l'afa milanese in giacca e cravatta e che comunque non perde il sorriso di fronte alle perdite in Borsa. ''Il ruolo dei piccolo investitori – aggiunge – e' nullo, penso sia tutta colpa dei grandi investitori e delle grandi banche''.
''La Borsa su e giu'? E' sempre stato cosi''', si consola Ferdinando, impiegato di 42 anni. ''Forse adesso ci sono piu' speculatori di prima, che evidentemente stanno approfittando della situazione. I piccoli azionisti, tranne quelli che si raggruppano in associazioni per avere piu' forza, non hanno alcun ruolo nelle vicende di Piazza Affari''.
Chi ha i capelli piu' bianchi sembra avere meno dubbi e meno aspettative. ''Faremo la fine della Grecia, glielo dico io'' dice Franco, pensionato che delinea un futuro a tinte fosche. ''Non e' vero – aggiunge – che la crisi e' finita, ci hanno raccontato un sacco di bugie. La verita', secondo me, e' che stiamo entrando ora nella fase piu' difficile. E per noi pensionati sara' ancora piu' dura''.
Alcuni dirigenti di filiali di banche, interpellati, preferiscono invece tacere. ''Parli con chi e' piu' in alto di me, io non sono autorizzato a rilasciare interviste'', si schermisce Massimo. E comunque sono pochi gli operatori del settore che intendono esporsi. Il futuro e' troppo incerto per avere voglia di parlare.
