Bpm, aperta inchiesta per insider trading

MILANO, 21 GIU – Un'inchiesta per insider trading che nasce sulla fuga di notizie che si e' verificata in seguito alla pubblicazione su alcuni organi di stampa dei rilievi dell'ispezione della Banca d'Italia. Il fascicolo a carico di ignoti sul caso della Banca Popolare di Milano e' stato aperto dal Pm di Milano, Roberto Pellicano, e non si esclude che l'ipotesi di reato, dopo l'analisi dei primi documenti trasmessi, possa essere modificata in aggiotaggio.

La decisione e' stata adottata dalla procura in seguito all'esposto presentato dai vertici della banca alla Guardia di finanza per violazione del segreto bancario. E proprio il direttore generale dell'istituto di Piazza Meda, Enzo Chiesa, ha avuto modo di spiegare che ''i documenti che abbiamo presentato'' alla Guardia di Finanza circa dieci giorni fa potrebbero essere quelli che ''sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica''. Compito della magistratura sara' quindi quello di chiarire chi ha reso possibile la diffusione a mezzo stampa del verbale degli ispettori di Via Nazionale.

Va ricordato che lo stesso Pm nelle scorse settimane aveva gia' ha aperto un fascicolo (modello 45) sul prestito convertendo emesso dalla Bpm nel 2009 con lo scopo di rimborsare i Tremonti bond ma che poi fu sanzionato dalla Consob per una serie d'irregolarita'. In particolare, il pubblico ministero ha inoltrato alla Commissione presieduta da Giuseppe Vegas una richiesta di trasmissione degli atti relativi alle procedure sanzionatorie e alle attivita' di vigilanza collegate al convertendo.

In attesa di aggiornamenti sul fronte giudiziario, la banca si sta preparando all'assemblea straordinaria degli azionisti di sabato prossimo, chiamata a varare l'aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro cosi' come suggerito dalla Banca d'Italia al termine della sua ispezione. Ma il tema che terra' banco sara' sicuramente la proposta di aumentare le deleghe di voto da 3 a 5. E sulla questione i sindacati azionisti della banca, rappresentati dall'Associazione Amici della Bipiemme, si sono gia' detti profondamente contrari al punto che hanno invitato i soci dipendenti – che eleggono la maggioranza del Cda della Bpm – a votare no.

Sul tema si e' espresso proprio Chiesa che ha escluso l'ipotesi di dimissione dell'intero Cda della banca nel caso in cui la proposta non dovesse passare in assemblea, contrastando di fatto le richieste della Banca d'Italia. ''Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto – ha spiegato Chiesa -, portando la proposta in assemblea, ora decideranno i soci, vedremo sabato sera''.

Lo stesso banchiere, interpellato poi sull'eventualita' di un'aggregazione per la Bpm, ha ribadito che l'istituto proseguira' nella sua strategia 'stand-alone' e che ''non c'e' mai stata alcuna operazione straordinaria e non e' nostra volonta' farne. Se e' la volonta' di qualcun altro lo apprenderemo''. Nelle ultime settimane si e' parlato sui giornali di ipotetiche scalate targate Bnp Paribas cosi' come di fusioni con la ex promessa sposa emiliana, Bper. E oggi l'a.d di Unicredit Federico Ghizzoni ha detto che la banca non e' interessata alla Popolare di Milano.

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Emiliano Condò