MILANO, 11 OTT – La Sator di Matteo Arpe e i sindacati generali erano a lavoro sullo statuto della Bpm gia' dallo scorso settembre. E il capolista Marcello Messori aveva proposto una serie di modifiche al documento che pero' non erano state accolte. Il tutto emerge da una lettera inviata dal professore di Tor Vergata ai sindacati, che e' riportata di seguito.
LA LETTERA: ''Cari Segretari, facendo seguito alla vostra gentile richiesta di lavorare sullo Statuto di BPM, ho proceduto come segue. Ieri mattina ho discusso con Sator (dottor Arpe e dottor Bastianini) le modifiche statutarie, proposte dalla Societa' stessa (del cui CdA sono, come sapete, membro indipendente). Tra il pomeriggio di ieri e oggi ho poi proceduto a preparare la bozza allegata (rispetto alle modifiche in rosso proposte da Sator, le mie modifiche sono in blu e in giallo). Permettetemi di spendere due parole sulla logica, che ha presieduto i miei interventi. Come forse sapete perche' l'ho detto varie volte pubblicamente, sono molto favorevole alla struttura proprietaria cooperativa perche' tutela principi da me condivisi e perche' rende piu' vario (e dunque piu' efficace) un sistema economico. Tuttavia, la struttura proprietaria cooperativa ha un'alta probabilita' di degenerare se, al contempo, si sottopone alla quotazione su mercati azionari regolamentati. Per rendere compatibili proprieta' cooperativa e quotazione azionaria, occorre separare con grande rigore la tutela dei capisaldi cooperativi dalla gestione dell'impresa coinvolta (sia essa finanziaria o non finanziaria). Questo non e' accaduto in BPM e in molte altre banche popolari quotate. La crisi di BPM, che gode di uno straordinario radicamento territoriale, ha profonde radici nel tempo anche se e' esplosa con le recenti crisi. ''Se si vuole salvare BPM e trasformarla in una banca efficiente – prosegue Messori nella lettera -, bisogna costruire una governance ancora piu' rigorosa che per le altre banche cooperative quotate. E' quello che ho cercato di fare, anche se in condizioni di lavoro disperate (pochissimo tempo, date le scadenze della prossima settimana). In particolare, ho attribuito al Consiglio di sorveglianza funzioni di controllo sostanziale (a differenza del ruolo formale del Collegio sindacale) e competenza esclusiva per la funzione di Controllo interno. Ecco la bozza, che vi sottopongo e che e' ovviamente predisposta per un'apertissima discussione con voi. Sono convinto che, con la governance derivante da questa bozza, BPM potrebbe tornare a essere – in un tempo ragionevole – un'ottima banca cooperativa. Permettetemi anche di parlare con voi a cuore aperto (ed e' per questo che il mail non e' indirizzato anche a Sator, cui mandero' la stessa bozza in mail separata): a mio avviso la governance, che ho cercato di disegnare, e' la condizione minima per non rendere troppo temerario l'ingresso di Matteo Arpe in BPM; se non fosse accettata nelle sue linee essenziali perche' troppo dura rispetto alla situazione esistente, la partecipazione di Sator all'aumento di capitale sarebbe – a mio avviso – priva di ogni logica economica. Spero che apprezzerete la mia sincerita'. Sono disponibilissimo a incontrarvi anche stasera o lunedi' (domani avro' esami per tutto il giorno a Tor Vergata). Il mio piu' cordiale saluto Marcello Messori''.
