MILANO – L’assemblea della Bpm non ha approvato l’innalzamento da tre a cinque delle deleghe di voto per i soci non dipendenti. La modifica dello statuto era stata sollecitata da Bankitalia.
Alla votazione hanno preso parte, per delega o di persona, 3.835 azionisti. I sì sono stati 1.731 mentre i no sono stati 2.093 e 11 gli astenuti.
L’innalzamento del tetto delle deleghe per i soci non dipendenti, sollecitato con vigore da Bankitalia, avrebbe permesso di limitare il potere dei soci dipendenti, che controllano il cda e i centri decisionali della banca.
Per modificare lo statuto la Bpm ha deciso di mantenere un quorum pari alla maggioranza dei due terzi dei votanti, senza dunque abbassare l’asticella alla maggioranza assoluta, come previsto nel caso di delibere adottate per adeguarsi alle prescrizioni di Bankitalia dettate da esigenze di stabilità.
”La decisione unanime – ha spiegato il presidente Massimo Ponzellini durante l’assemblea – è stata di lasciare a due terzi il quorum per assicurare una decisione larga e il più possibile condivisa dalla banca. Non è cambiando il campo da gioco in corsa che si ottiene il consenso dei soci”.
La reazione di Ponzellini. ‘‘Non mi sento sfiduciato da questa assemblea”, ha detto il presidente della Bpm commentando l’esito della votazione con cui gli azionisti hanno bocciato la proposta del cda che, incalzato da Bankitalia, ha chiesto di alzare il numero delle deleghe da tre a cinque.
Ponzellini ha ricordato che l’assemblea ha approvato ”pressoché all’uninimità” tutte le altre proposte del consiglio. Sulla bocciatura delle deleghe, ”i soci hanno ritenuto che non fosse il momento idoneo per passare da tre a cinque deleghe”. In ogni caso gli ”Amici della Bpm (l’associazione dei soci dipendenti che si è mobilitata contro l’innalzamento delle deleghe, ndr) non hanno detto di essere a priori contrari ma di pensare che la base non sia pronta e che con più tempo e altri meccanismi di governance si possa tornare sull’argomento”. ”E’ stato bocciato un tema – ha aggiunto Ponzellini – ma con un discorso aperto in atto e non con una chiusura da parte dei soci”.
La Banca d’Italia. I vertici della Bpm torneranno ad incontrarsi ”a brevissimo” con la Banca d’Italia dopo che l’assemblea degli azionisti ha bocciato l’innalzamento al tetto delle deleghe chiesto proprio da Via Nazionale. ”Entro una settimana ci vediamo ma c’è la festività di San Pietro e Paolo”, ha spiegato in conferenza stampa, il presidente della Bpm, Massimo Ponzellini.
Sulle possibili reazioni di Bankitalia, Ponzellini ha detto che ”nessuno sa che cosa accadrà” pur minimizzando la decisione dell’assemblea di bocciare l’innalzamento delle deleghe. ”Con vigilanza – ha aggiunto il direttore generale, Enzo Chiesa – c’è rapporto continuo, ci siamo stati giovedì e facciamo vedere la nostra road map di mese in mese. Torneremo a discutere con loro dell’esito dell’assemblea, non voglio anticipare niente”.
La governance. Bpm punta a rinnovare la sua governance ”entro” il 2011 e a presentarsi con un nuovo sistema di governo societario all’elezione del consiglio di amministrazione, nella primavera dell’anno prossimo, ha dichiarato Massimo Ponzellini in conferenza stampa dopo l’assemblea.
”Il cantiere governance è partito da tempo, mi auguro che sia pronto entro l’anno” e comunque ”i tempi sono quello del rinnovo del consiglio di amministrazione”. Ponzellini ha parlato di ”adeguamento e modernizzazione” della governance della Bpm.
Per quanto la possibilità di alzare il tetto delle deleghe entro la primavera prossima, in modo da dare più forza ai soci non dipendenti, Ponzellini ha affermato che si tratta di ”un falso problema”.
”Il vero problema – ha spiegato – è qual è il limite in cui si riesce ad essere azienda che riesce a stare sul mercato senza perdere l’anima cooperativa, questo è il punto su cui bisogna trovare un accordo. Stabilito quello il numero delle deleghe non è una questione di sostanza”.
Ponzellini ha cercato anche di minimizzare la bocciatura da parte dei soci della proposta di alzare le deleghe: ”Il valore pratico della bocciatura nel breve e medio termine non c’è – ha spiegato – ci sarà quando ci saranno le votazioni sugli organi sociali”.