ROMA – La caduta delle banche europee è iniziata con i titoli greci che stanno trainando verso il basso le borse europee. La borsa di Parigi segna un calo di oltre il 4 per cento dovuto ai titoli bancari, con la Bnp Paribas che esposta al debito sovrano di Atene perde quasi il 13 per cento.
In ribasso anche Credit Agricole, che perde l’8,85 per cento ed il gruppo assicurativo Axa a meno 9,77 per cento, mentre contengono le perdite Natixis che si attesta a meno 5,78 per cento e la banca franco-belga Dexia che va sotto del 6,79 per cento.
Christian Noyer, governatore della Banca di Francia, ha dichiarato: “Qualunque sia lo scenario greco e dunque qualunque siano gli accantonamenti da realizzare, le banche francesi hanno i mezzi per affrontarli”, ed ha poi sottolineato come gli istituti bancari non abbiano “né problemi di liquidità, né di solvibilità”. Ma la velocità con cui i titoli bancari stanno calando è un chiaro segnale degli effetti della crisi greca sul mercato europeo.
Anche le banche italiane sono in caduta, con Unicredit e Intesa che valgono 16 miliardi di euro ciascuno, circa la metà di quanto valevano a giugno. Il crollo delle banche italiane è però da imputare alla salita dello spread tra i Bund, titoli di stato tedeschi, ed i Btp italiani, che oscilla attorno ai 375 punti base.
Lo spread infatti è un indicatore di quanto le banche italiana pagano il denaro, che è la loro materia prima, e dunque indica il valore del portafoglio costituito dai titoli di stato. Se lo spread sale allora il valore dei titoli di stato scende e con esso anche gli interessi che le banche italiane possono trarre dal proprio capitale e dunque diminuiscono i loro guadagni.