Camfin, salta il patto tra Tronchetti Provera e i Malacalza

Camfin, salta il patto tra Tronchetti Provera e i Malacalza (foto Lapresse)

ROMA – Salta il “patto Camfin” tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza. Dopo il mancato rinnovo del patto in Gpi tra le controparti, è stato annunciato lo scioglimento dei legami anche in Camfin, la holding che detiene il 26% circa della Bicocca.

Come tutti i divorzi che si rispettino, anche quello tra Malacalza e Tronchetti richiederà del tempo per consumarsi: il patto Camfin e le relative prescrizioni resteranno infatti in vigore fino al 20 luglio prossimo, dopo che i Cda di Gpi e Mtp Sapa hanno comunicato ”la decisione di non rinnovare” l’accordo parasociale.

Di diverso avviso la famiglia Malacalza, che lamenta una rottura degli accordi da parte di Tronchetti. La richiesta di recesso comunicata dalla Malacalza Investimenti, che darebbe da subito le mani libere ai genovesi, è però stata giudicata ”irricevibile” sia dal Cda di Mtp che, a maggioranza, da quello di Gpi.

Inevitabile, nel caso in cui i Malacalza si ritenessero svincolati dai patti, un nuovo round in tribunale. Le società controllate da Tronchetti affermano infatti che il presupposto del recesso, e cioè la violazione dei patti legata all’emissione del bond convertibile in azioni Pirelli per rimborsare parte del debito di Camfin, ”non si è verificato” rigettando di conseguenza la richiesta.

A sostegno della loro tesi entrambe le società hanno richiamato il parere del professore Franco Anelli, secondo cui le modalità di emissione del bond Camfin sono state rispettose dei patti parasociali e dunque non integrano gli estremi per il recesso. Se sul punto il cda di Gpi ha votato a maggioranza, con i Malacalza in minoranza, i soci hanno invece approvato all’unanimità l’esercizio della delega per l’aumento da 45 milioni di euro che servirà a Camfin per rimborsare i debiti con le banche.

La ricapitalizzazione andrà chiusa entro il 15 gennaio e da parte di Mtp Partecipazioni (la società a cui Tronchetti ha girato la quota fino ad ora detenuta da Mtp Sapa in Gpi), Malacalza Investimenti e Fin.Ap. di Alberto Pirelli c’è già l’impegno a sottoscrivere l’emissione.

Nessun impegno formale invece da parte di Massimo Moratti, titolare del 6,5% di Gpi, anche se nulla esclude che lo storico alleato di Tronchetti faccia la sua parte iniettando i 3 milioni di sua competenza. Per capire come evolverà lo scontro tra Tronchetti e i Malacalza saranno comunque fondamentali i prossimi venti giorni.

Tronchetti ha annunciato una trattativa in esclusiva fino al 15 dicembre per far entrare al vertice della filiera societaria che conduce a Pirelli i fondi di private equity di Andrea Bonomi e Claudio Sposito che, secondo indiscrezioni, dovrebbero investire in Mtp Partecipazioni nell’ambito di un progetto che elimini la lunga catena di controllo che conduce alla Bicocca.

Per farlo sarà però necessario trovare un accordo con i Malacalza che, forti delle loro quote in Gpi (31%) e Camfin (25,6% in trasparenza), potrebbero mettersi di traverso al progetto. Ora toccherà dunque alle diplomazie scendere in campo alla ricerca di un accordo che riporti la pace ai piani alti di Pirelli.

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Alberto Francavilla