ROMA – Calano le vendite di tutti i prodotti tecnologici secondo un rapporto di Gfk Retail and Technology Italia, il mercato ha registrato globalmente una contrazione del 9,7 per cento, con l’unica eccezione dei telefoni cellulari, le cui vendite sono aumentate del 3,4%.
In altre parole, nonostante la crisi economica che non abbandona il nostro Paese, gli italiani si accontentano della vecchia macchina fotografica o dell’aspirapolvere di qualche anno fa, ma non resistono quando si tratta di cambiare il cellulare.
Chi sono i compratori dei telefonini intelligenti? Oltre a quelli che non riescono a fare a meno di inseguire le mode alla ricerca dell’ultimo modello (presto spodestato dall’ennesimo nuovo arrivato), ci sono tutti coloro che, rimasti a lungo fedeli ai cellulari di vecchia generazione, man mano si convincono a sostituire il proprio telefono con uno smartphone, ovvero con quel dispositivo mobile che ben poco ha del tradizionale cellulare, somigliando molto di più a un piccolo computer collegato alla Rete, in grado di fornire mappe satellitari, scattare foto e girare brevi filmati.
Il giro d’affari che riguarda il sell-out (la vendita ai consumatori finali) nel periodo di riferimento per il rapporto Gfk è stato di 4,2 miliardi di euro, superando di soli 5 milioni il valore del secondo trimestre dell’anno. In particolare, l’informatica ha subito un calo del 2,7%, i piccoli elettrodomestici sfiorano il -8% e per i grandi elettrodomestici è andata ancora peggio (-11,1%), così come per office equipment (- 12,7%), fotografia (-15,9%) ed elettronica di consumo (-20,8%). Intanto fra gli smartphone è dura battaglia: di recente è stato presentato il nuovo iPhone 4S, ma nel mese di novembre le vendite Apple sono scese (stessa sorte è toccata ad Android), mentre BlackBerry e Symbian hanno invertito la tendenza del mese precedente.
Ad ottobre Apple deteneva una quota di mercato pari al 62%, il dato a novembre è sceso al 54%. Le vendite del comparto restano comunque vivaci e non mostrano segni di cedimento come accade invece in generale per il settore della tecnologia. A confermarlo anche l’ultima ricerca condotta da Findomestic e Ipsos che fotografa gli italiani come un popolo scoraggiato sulla propria situazione economica (il 53% di chi ha fra i 24 e i 59 anni, secondo questo studio, si dichiara pessimista sul futuro prossimo).
Ripiegano su prodotti di fascia più bassa rispetto alle intenzioni iniziali, stringono la cinghia su ristorazione, tempo libero e abbigliamento, decidono di congelare l’acquisto di prodotti tecnologici (hi-fi, e-book, robot domestici), ma nonostante tutto gli italiani continuano a comprare gli smartphone, che complessivamente nel 2011 hanno mantenuto un andamento positivo sia in termini di volumi che di fatturato.
