ROMA, 26 GIU – Il dossier sulla nomina del nuovo governatore della Banca d'Italia entra nel vivo questa settimana, dopo la nomina di Mario Draghi a presidente della Banca centrale europea.
Ma la scelta del nome in grado di creare il maggior consenso possibile ancora non e' definita: la situazione, trapela da fonti vicine al dossier, sarebbe ancora fluida. E la procedura, tutt'altro che formale, non dovrebbe vedere forti colpi d'acceleratore nell'immediato. Draghi, oggi impegnato a Basilea, iniziera' l'incarico a Francoforte soltanto il primo novembre e i prossimi giorni, a Roma, dovrebbero essere dedicati ai contatti istituzionali per fare il punto dopo il Consiglio europeo della scorsa settimana.
A Bruxelles, venerdi', il premier Silvio Berlusconi ha parlato di una rosa di tre nomi per il posto che verra' lasciato vacante da Draghi: l'attuale direttore generale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni, il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e il consigliere esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi. Nei giorni scorsi il nome dato per favorito e' stato quello di Saccomanni, indicato come miglior garanzia per la continuita' e l'indipendenza nella gestione dell'istituto in una congiuntura cruciale per il futuro dell'euro e per le finanze pubbliche. Grilli, dato in pole position da alcuni articoli di stampa, sarebbe il candidato favorito al ministero dell'Economia. La candidatura di Bini Smaghi e' emersa nero su bianco soltanto venerdi': il banchiere fiorentino ha dalla sua i sei anni d'esperienza nel braccio operativo dell'Eurotower, guida dell'Eurosistema di cui fa parte anche palazzo Koch.
La procedura, disciplinata dalla riforma del risparmio (legge 262 del 2005), prevede che la nomina sia disposta ''con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia''. I riflettori sono puntati sul consiglio superiore di martedi', che tuttavia e' convocato in via ordinaria. Pare difficile che l'organo non ragioni sulla necessita' di nominare un nuovo governatore. Ma la palla e' ancora in mano alla politica: si ricerca il consenso, e nessuno ha interesse a che il nome proposto (ma potrebbe trattarsi anche di una rosa) riceva un parere negativo dall'istituto centrale.
E' probabile che le prossime ore vedano nuove consultazioni, dietro le quinte, ai piu' alti livelli istituzionali per trovare la quadratura del cerchio. Ad affrontare la questione, magari in via preliminare, potrebbe essere il Consiglio dei ministri di giovedi', anche se l'ordine del giorno e' assai denso: si discutera' della manovra e del disegno di legge delega sulla riforma fiscale. Il tutto avverra' sotto l'occhio attento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Attento non solo al rispetto sostanziale della procedure, ma anche al rispetto dell'autonomia di Bankitalia e all'autorevolezza del prossimo governatore.