LONDRA – L’acqua del Tamigi è diventata cinese: la China Investment Corporation è diventata proprietaria dell’8,68 per cento della Thames Water, la holding che controlla i servizi idrici di Londra.
Il fondo sovrano cinese, dotato di un portafoglio di 410 miliardi di dollari, ha così messo le mani su una delle maggiori compagnie dell’acqua della Gran Bretagna, che gestisce le fognature di 14 milioni di clienti, fornendo loro ogni giorno 260mila litri di acqua potabile.
Mentre si parla di acquirenti cinesi anche per salvare il Big Ben e Westimenster, pezzi storici di Londra che stanno sprofondando proprio nel Tamigi, questo è il primo investimento in Gran Bretagna degli investitori cinesi dopo la missione a Pechino del Cancelliere dello Scacchiere (ovvero il ministro delle Finanze) britannico George Osborne.
Lo scorso anno Lou Jiwei, presidente della China Investment Corporation, aveva detto che il fondo sovrano era interessato ad investire nelle infrastrutture dei Paesi sviluppati, in particolare in Gran Bretagna.
Con l’arrivo dei soci cinesi, la Thames Water rispecchia l’azionariato del mondo globalizzato: a dicembre l’Abu Dhabi Investment Authority ha reso noto di aver acquisito il 9,9 per cento delle partecipazioni. E il resto della Thames Water è nelle mani di un consorzio di imprese capitanate dalla banca australiana Macquarie. L’istituto australiano ha rilevato la Thames Water nel 2006 per 12,4 miliardi di dollari dalla Rwe, compagnia elettrica tedesca.
