In Cina spuntano diversi grattacieli. Barclays: “Portano alla crisi”

PECHINO – Il 19 settembre scorso, a Pechino, è stato inaugurato il grattacielo più alto della città, il China Zun, 510 metri e 108 piani, che il gruppo Citic annuncia come un gioiello dell’ecologicamente corretto. Ma a smorzare gli entusiasmi sull’inaugurazione e slla costruzione dei grattacieli in Cina, c’è l’ombra delle previsioni degli analisti di Barclays Capital: ogni boom di grattacieli precede un tonfo dell’economia, e dunque se la Cina vive questo gigantismo edificatorio, si prepari “entro 5 anni” a alla crisi.

Parla la storia. La New York che aveva innalzato l’Empire State Building e il Chrysler sprofondò nella Grande depressione. Il collasso finanziario di Dubai, due anni fa, ha inghiottito l’euforia che aveva accompagnato la costruzione del Burj Khalifa, appena sotto gli 830 metri. Si possono aggiungere la Chicago del ’74 e la Malaysia del ’97.

Se la lettura di Barclays Capital è corretta, la Cina, che da sola ospita più di metà dei grattacieli in costruzione nel mondo, si prepara allo scossone. Il China Zun prende nome da un antico contenitore per bevande alcoliche, il più alto edificio di Pechino ma non della Cina: se già adesso lo Shanghai World Financial Center raggiunge i 492 metri, cinque delle torri ora in costruzione supereranno il China Zun, con il Pingan International Finance Center di Shenzhen che toccherà i 660.

Published by
Alessandro Avico