ROMA – La presenza di Coca-Cola in Italia, con otto stabilimenti e 3.300 dipendenti diretti, vale 3,1 miliardi di valore aggiunto, lo 0,21% del Pil, e oltre 45 mila posti di lavoro. Significa che 2 lavoratori su mille, nel Paese, sono impiegati nell'indotto della multinazionale di Atlanta, secondo la ricerca ''L'impronta socio-economica di Coca-Cola in Italia'', presentata a Roma.
Se, a fronte a un aumento delle tasse, la societa' decidesse di spostare la produzione all'estero, ''l'economia italiana andrebbe incontro a una perdita di 221 milioni di euro in valore aggiunto e quasi 3.500 posti di lavoro'', si legge nello studio a cura dell'economista Ethan B. Kapstein dell'Insead.
''E' solo un'ipotesi di scenario – spiega il direttore generale Affari pubblici per l'Europa di The Coca-Cola Company, Salvatore Gabola – noi non intendiamo assolutamente lasciare questo paese''. A oggi il gruppo dichiara di contribuire alle entrate dello Stato con 1,2 miliardi di euro di tasse.