Le trattative per l’accordo commerciale, hanno sottolineato le fonti, ”non sono il posto dove negoziare la protezione dei dati”, anche se a livello commerciale la questione rientra per quanto riguarda i servizi. In questo ambito, pero’, come in tutti gli altri che rientrano nei negoziati, questi avverranno ”nel contesto della legislazione Ue esistente che non puo’ essere cambiata o indebolita”.
Sulla questione Prism sara’ infatti il gruppo di lavoro guidato dalla Reding a lavorare con gli Usa. I negoziati per l’accordo di libero scambio, la cosiddetta T-Tip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) potrebbero portare ”all’accordo del secolo”. Secondo Eurostat, nei primi 3 mesi del 2013 la Ue ha esportato verso gli Usa merci per 70,3 miliardi di euro a fronte di un import per 48,0 miliardi di euro.
Secondo fonti Usa gli investimenti reciproci ammontano a circa 2.780 miliardi di euro. Tra i vantaggi che l’accordo potrebbe portare: un aumento annuale per il 2027 dello 0,5% del Pil europeo e dello 0,4% di quello americano, pari ad una iniezione di 86 miliardi di euro nell’economia Ue e di 65 mld in quella americana; rimozione totale su tutte le merci delle tariffe doganali, che attualmente sono del 5,2% nella Ue e del 3,5% negli Usa; l’apertura dei rispettivi mercati per nuovi servizi (come i trasporti) e investimenti.