ROMA – Anche negli anni piu' duri della crisi le cooperative non smentiscono la loro funzione sociale: dal 2008 al 2011 le coop hanno incrementato l'occupazione di oltre l'8%. Lo ha detto il vicepresidente Carlo Mitra aprendo l'assemblea di Confcooperative. Meglio ancora hanno fatto le imprese aderenti a Confcooperative, con un balzo di occupati del 13,4%, passando da 480mila a 544mila unita'. Cresce anche l'export: +26,3%, a 4,8 miliardi nel 2012 rispetto ai 3,8 miliardi del 2007.
Le 20.500 cooperative di Confcooperative hanno fatto dunque meglio della media nazionale, confermando la linea di ''un utile in meno un occupato in piu'''. ''Tra occupazione e redditivita' le cooperative hanno scelto il lavoro. Poiche' nelle cooperative gli utili sono il mezzo principale per patrimonializzare, si impongono interrogativi sulla sostenibilita' nel futuro ha aggiunto Mitra aprendo i lavori della 38/a assemblea annuale.
''Le cooperative non sono invulnerabili, registrano i segni della crisi: le velocita' differenti divergono di piu': i ritardi si accentuano, la forbice si allarga tra chi ha piu' mezzi e competenze per crescere e chi ne scarseggia, tra grandi e piccole imprese, tra chi esporta e chi e' chiuso nel mercato domestico, tra le aree forti e quelle deboli, non solo meridionali.
Per questo, ''Una classe dirigente davvero interessata alla crescita, dovrebbe scommettere spontaneamente sulle cooperative'' ha sottolineato il vicepresidente vicario ricordando che ''Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2012 anno internazionale delle cooperative, investite della missione di costruire un mondo migliore. Dalla crisi nasce un tempo di maggiori responsabilita' e piu' numerose opportunita' per le cooperative''.
