ROMA – "Il ritorno all'aumento dell'inflazione a febbraio è causato da un inizio anno difficile, segnato dal gelo e lo sciopero dei trasporti su gomma ma anche dalle manovre dell'esecutivo che hanno appesantito le accise sui carburanti". Lo afferma la Confesercenti, a commento dei dati di inflazione di febbraio, facendo notare che il dato calcolato al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, infatti, scende al 2,2% dal 2,3% del mese precedente.
A fronte di consumi in sofferenza, secondo Confesercenti, i problemi del Paese non possono più essere risolti aumentando continuamente la pressione fiscale; anche perché, nel corso dell'anno, arriveranno altre batoste per cittadini e Pmi, dall'Imu, all' l'aumento delle addizionali Irpef, che causerà un salasso di 452 euro per i redditi da 20 mila euro. Diventa necessario, conclude Confesercenti, interrompere il circolo vizioso, puntando su misure che stimolino, invece, la crescita dell'economia, che rappresenta la vera priorità per il Paese.