ROMA – La norma del decreto legge che dal 2 gennaio, in funzione della lotta all'evasione, obblighera' gli intermediari finanziari a comunicare all'Agenzia delle Entrate tutte le movimentazioni relative alle operazioni finanziarie dei cittadini, ''non e' legittima sul piano europeo, non e' costituzionale, ed e' bene che sia rivista prima che abbia inutile attuazione''.
Lo sostiene Giovanni Buttarelli, Garante europeo aggiunto della Privacy, secondo cui ''intensificare i controlli a fini fiscali è doveroso, ma la soluzione sui conti bancari suggerita al governo non e' praticabile''.
Intervistato dal Corriere della Sera, Buttarelli spiega che ''la schedatura non servirebbe a raccogliere elementi di raffronto a carico di potenziali evasori gia' individuati, ma ad affidare a sofisticati software la profilazione centralizzata di liste di possibili sospettabili, a carico dei quali un futuro ed eventuale controllo potrebbe anche essere negativo''.
''Anziche' concentrarsi selettivamente su imprese o contribuenti sotto controllo – prosegue – si realizzerebbe uno screening preventivo di massa su tutti i contribuenti, anche di quelli pienamente fedeli con il fisco o di rilevanza irrisoria a fini fiscali. Da banche e altri operatori verrebbero acquisiti miliardi di dati che in larga parte riguardano non il fisco, ma la vita di tutti i giorni e talvolta la sfera intima delle persone''. In pratica, conclude, sarebbe una ''ingerenza sproporzionata nella sfera personale''.
