ROMA – Occorre ridurre il cuneo fiscale e contributivo, perchè ”i maggiori beneficiari del contratto non saranno le imprese nè i lavoratori ma lo Stato che, con il prelievo fiscale e contributivo sugli aumento economici, assorbirà oltre il 50% dell’incremento del costo del lavoro. E’ una situazione insostenibile che va al più presto corretta combattendo l’evasione fiscale, riducendo la spesa pubblica e la pressione complessiva sui contribuenti, ma intanto spostando il prelievo dalla contribuzione alla rendita”. A dirlo il presidente di Federmeccanica, Pierluigi Ceccardi, in un’intervista al Sole 24 Ore in cui commenta il contratto dei metalmeccanici.
”Sintetizzando in una sola parola il senso del contratto, sarebbe ‘flessibilità’. Abbiamo raggiunto il più avanzato punto di equilibrio possibile tra la funzione di garanzia del contratto nazionale e l’esigenza di più produttività e flessibilità in azienda”, afferma Ceccardi, che auspica la sottoscrizione dell’accordo anche da parte della Fiom, ”mettendo così fine a questa fase così complessa nei rapporti tra organizzazioni”. In merito all’accusa della Fiom di aver violato l’accordo del 28 giugno 2011, ”risponderemo davanti al giudice”, chiosa Ceccardi. ”A mio giudizio è inconsistente”. Nell’intervista il presidente di Federmeccanica esorta quindi le confederazioni, imprenditoriali e sindacali, ad ”aprire al più presto un tavolo” sulla rappresentanza, ”per definire criteri e strumenti per la misurazione ‘certificata’ del peso di ciascuno, secondo quanto previsto proprio dall’accordo del 28 giugno”.