Contribuenti Usa preoccupati: "Non vogliamo pagare la crisi dell'Europa"

NEW YORK, 17 SET – I contribuenti americani temono di dover pagare il conto della crisi dell'Europa nel caso dovesse peggiorare e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), di cui gli Usa sono il primo azionista, dovesse assumere un ruolo maggiore. L'ultimo round di assistenza finanziaria statunitense all'Europa e' l'accordo della Fed con le banche centrali per gli swap in dollari.

Nel breve termine – affermano alcuni analisti – questo non avra' impatto sui consumatori ma nel lungo termine i consumatori americani potrebbero risentire dell'impatto. ''E' come un creditore di ultima istanza. Le iniezioni di dollari della Fed e' come dare al paziente una medicina che ha effetti negativi'' afferma John Ryding, capo economista di RDQ Economics. I repubblicani in Senato hanno gia' espresso i loro timori.

''La nostra preoccupazione e' che i contribuenti americani pagheranno per un altro salvataggio, e questa volta per uno o piu' paesi le cui scelte per spesa e debito si sono tradotte in una calamita' finanziaria'' hanno scritto in giugno sette senatori repubblicani al segretario al Tesoro, Timothy Geithner. ''Gli Stati Uniti non hanno mai avuto perdite nei loro impegni al Fmi'' ha risposto Geithner.

Gli Stati Uniti sono il maggiore azionista del Fmi e la maggiore fonte di finanziamento del Fmi. Gli Stati Uniti possono opporre il veto alle decisioni di finanziamento del Fmi. Geithner e' membro del board del Fmi. Il finanziamento del Fmi richiede l'approvazione del Congresso ma dopo la crisi del 2008 il G20 ha ha dato maggiori poteri al Fmi.

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