STRASBURGO, 6 OTT – George Soros ha perso almeno per ora la sua battaglia presso la Corte europea dei diritti umani contro lo stato francese che lo aveva condannato per insider trading. La Corte ha stabilito che la condanna per la scalata della Societe' Generale non ha leso alcun diritto del magnate filantropo.
Soros ha sempre sostenuto che la legge che regola l'insider trading era troppo vaga rendendo difficile capire a quali casi si applicasse e che quindi era stato condannato in mancanza di legge, violando cosi' un diritto sancito dalla convenzione europea dei diritti umani.
I giudici hanno invece deciso che la legge francese del 1967 che definisce il reato di insider trading era sufficientemente chiara e che comunque essendo Soros ''un famoso investitore istituzionale, ben conosciuto nel mondo degli affari, e che partecipava a numerosi progetti finanziari, la sua esperienza non poteva non fargli ritenere che investire nelle azioni di Societe Generale dopo aver ricevuto determinate informazioni non potesse essere considerato insider trading''.
I fatti risalgono al 1988, quando la societa' del magnate statunitense compro' delle azioni di diverse banche francesi appena privatizzate. Secondo le autorita' francesi Soros avrebbe ricevuto precedentemente alcune informazioni riservate e precise concernenti una di queste banche. Dopo quattro processi Soros fu condannato e multato a pagare 940.507 mila euro.
Inoltre la Corte ha aggiunto che Soros non e' stato condannato per un'errata interpretazione della legge. Dato che nessuno prima di lui era stato processato per quella particolare forma di insider trading, non potevano esserci precedenti. La sentenza diverra' definitiva se le parti non chiederanno e otterranno un rinvio in Grande Camera, ultima istanza della corte di Strasburgo.
