ROMA, 11 OTT – E’ in calo nel 2010, per il secondo anno di seguito, il costo medio dei conti correnti in Italia che scende a 110,2 euro contro i 113,6 del 2009.
E’ quanto emerge dall’indagine della Banca d’Italia su oltre 11mila clienti. Flettono i costi per la tenuta di dossier titoli, liquidazioni interessi e invio di estratti conto ma non diminuiscono le spese per i canoni e per alcune voci variabili che invece mostrano aumenti come i bonifici, specie quelli allo sportello, o le spese di scrittura.
Alla flessione, rileva la Banca d’Italia, ha contribuito anche la minore operativita’ della clientela. Con lo stesso numero di operazioni la spesa media scende comunque ma in misura minore (111,1 euro).
Al netto delle commissioni pagate su scoperti e finanziamenti la spesa media, rileva Via Nazionale, si attesta sui 91 euro. La gran parte della ‘torta’ (59%) e’ composta da spese fisse e il 25% da quelle variabili. Le fisse sono calate di 3,9 euro soprattutto per il taglio alle spese per l’invio di comunicazioni e trasparenza oltre che dalle ‘altre spese fisse’. Crescono invece i canoni base da 36,5 a 38,1 euro e quelli per il bancomat (da 3,7 a 4,2 euro).
Salgono le spese variabili (1,4 euro) ”attribuibile per intero all’aumento delle commissioni” visto che e’ diminuita l’operativita’. In aumento cosi’ le spese per i bonifici, ”prevalentemente quelli disposti attraverso gli sportelli e dalle spese di scrittura”. Per quanto riguarda le nuove commissioni per la messa a disposizione dei fondi (seppure non comparabili con le commissioni di massimo scoperto) sono ”tendenzialmente piu’ onerose nel caso di apertura di un fido”. In caso di sconfinamento ”le commissioni di massimo scoperto sono maggiormente penalizzanti per i correntisti”.