Stretta sul credito, le imprese: “Le banche ci schiacciano”

MILANO – La paura più grande per le imprese si chiama “credit crunch“. Ovvero la stretta sul credito: le banche, in sostanza, in piena crisi preferiscono non fidarsi e si limitano parecchio quando si tratta di prestare soldi alle imprese. Le quali, strozzate, spesso finiscono per fallire. Le storie di tante imprese in crisi arrivano sulle pagine del Sole 24 Ore, che ha lanciato un’iniziativa: chiedere ai propri lettori-imprenditori di raccontare la loro esperienza. Tassi di interesse alti, oneri accessori, garanzie che fino a poco fa nessuna banca chiedeva. Questi sono, in media, i racconti fatti al quotidiano economico. La richiesta al governo è una sola: una moratoria, o almeno un allentamento, sulla stretta sul credito.

Ecco una delle testimonianze: “La situazione è insostenibile. Riusciamo a tener botta solo grazie al nostro tipo di gestione che da 30 anni si basa su un sistema di autofinanziamento: lavoriamo cioè, da sempre, con saldo attivo in banca. Nonostante ciò sono sicuro che, se chiedessimo credito alle banche, troveremmo problemi”. D’altra parte, a guardare i dati, non c’è molto di che confortarsi. Nella classifica dei Paesi dove è più facile ottenere un finanziamento, ai primi posti ci sono Lussemburgo, Finlandia, Norvegia. Poi Australia, Svezia, Danimarca. Dopo un bel pezzo arriva l’Italia, dopo Francia, Germania e Spagna.

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Elisa D'Alto