
GERMANIA, BERLINO – A causa della crisi in Crimea i capitali delle aziende tedesche stanno lasciando la Russia. E’ quanto ha reso noto lunedi il vice amministratore dell’associazione delle camere di commercio e dell’industria (DIHK), Volker Treier, intervenendo sulla prima emittente pubblica tedesca ARD, mentre l’istituto economico Ifo mette in guardia dal ridurre ulteriormente i rapporti commerciali tra Ue e Russia.
”Abbiamo saputo dalla camera di commercio a Mosca che gli investimenti vengono quantomeno ritardati. Alcuni sono già ora cancellati completamente. I capitali si allontanano”, ha spiegato. Secondo Treier anche le banche considererebbero ora gli investimenti in Russia come più rischiosi e restringerebbero per questo il credito nell’area. Stando all’istituto economico Ifo, inoltre, le sanzioni economiche decise a livello internazionale, e altre che potrebbero seguire, colpirebbero molto più duramente l’economia russa rispetto a quella dell’Ue.
Le esportazioni della Russia verso l’Unione Europea costituiscono circa il 15% del pil di quel Paese, ricordano gli esperti dell’istituto. Al contrario, le esportazioni dall’Ue in Russia costituiscono appena l’1% del pil complessivo. Gabriel Felbermayr, esperto di commercio internazionale per l’Ifo, ha messo comunque in guardia dall’adottare una politica commerciale che escluda la Russia. Il mercato di Mosca, ha detto, ”per la Germania è molto più importante che per altri stati europei”, e ”non sarebbe negli interessi economici tedeschi” escludere ulteriormente Mosca. Attualmente ci sono 6200 imprese tedesche in Russia e impiegano 300 mila persone.
