VENEZIA – Se nel primo trimestre del 2014 si registra qualche timido segnale di ripresa, la situazione maturata in questi ultimi cinque anni di crisi economica è stata drammatica: l’Italia ha perso 75.500 imprese artigiane.
Di queste, poco meno di 12.000 operavano nel ‘ricco’ Triveneto. I numeri, dice la Cgia di Mestre, fotografano ”una situazione pesantissima che consente di dire che l’artigianato è stato il comparto più colpito dalla recessione che si è abbattuta in questi anni nel Paese”.
Le costruzioni, i trasporti e il manifatturiero (metalmeccanica, tessile, abbigliamento e calzature) sono stati i settori che hanno segnato le performance più negative. “Drastica riduzione dei consumi delle famiglie, forte aumento sia delle tasse sia del peso della burocrazia e la restrizione del credito – segnala Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – sono tra le cause che hanno costretto moltissimi artigiani a gettare la spugna. Non potendo contare su nessun ammortizzatore sociale, dopo la chiusura dell’attività moltissimi artigiani non hanno trovato nessun altro impiego e sono andati ad ingrossare il numero dei senza lavoro, portandosi appresso i debiti accumulati in questi anni e un futuro tutto da inventare”.
Nel Veneto la situazione ha assunto i toni di una vera debacle. Tra il 2009 e il 2013 mancano all’appello 9.800 imprese artigiane. Di queste, 2.187 operavano in provincia di Treviso, 1.949 a Verona, 1.848 a Vicenza e 1.836 a Venezia. Si stima che in questo quinquennio la contrazione occupazionale dell’artigianato veneto sia stata di circa 28.000 unità.