Crisi: allarme Fmi su debito bilanci di Dubai e Abu Dhabi

ROMA – L'elevato indebitamento delle societa' a partecipazione statale di Dubai e Abu Dhabi rappresenta un rischio significativo per i bilanci dei due emirati. E dopo la crisi che ha scosso l'intera comunita' finanziaria alla fine del 2009, risale lo stato d'allerta nei confronti dei Paesi mediorentali.
E' il Fondo Monetario Internazionale a lanciare un nuovo monito verso l'elevato indebitamento di Dubai e Abu Dhabi, spiegando che i costi per finanziarsi sui mercati potrebbero aumentare vertiginosamente per i due Paesi nel tentativo di riscadenzare titoli per 60 miliardi in scadenza quest'anno e l'anno prossimo. Nonostante il debito sovrano dei due emirati sia piuttosto basso, si legge in un rapporto dell'Fmi, i rischi derivano infatti dall'indebitamento degli enti governativi, che potrebbe avere conseguenze pesanti sul settore bancario e il mercato dei titoli.
Il debito di Dubai ammonta a 113 miliardi di dollari, di cui 89,4 miliardi e' rappresentato da quello degli enti governativi, pari all'81,2% del Pil generato dall'emirato. Ad Abu Dhabi l'indebitamento degli enti governativi e' pari a 92,4 miliardi di dollari su un debito totale di 104 miliardi, ossia il 48,6% del Pil del Paese generato nel 2010. Negli ultimi anni, sottolinea il Fondo, societa' statali come Dubai World si sono indebitate enormemente lanciando progetti immobiliari, costruendo infrastrutture e comprando asset esteri.

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Lorenzo Briotti