LIMA, 5 AGO – I piu' importanti Paesi dell'America Latina hanno deciso di unire i loro sforzi per far fronte alla crisi finanziaria ed economica mondiale. ''Dibatteremo i nostri rischi in tal senso e appronteremo meccanismi congiunti di difesa'', ha assicurato oggi il ministro brasiliano delle finanze, Guido Mantega, poco prima dell'inizio di una riunione straordinaria con gli altri suoi 11 colleghi dei Paesi che fanno parte dell'Unione delle nazioni sudamericane (Unasur). L'incontro e' stato accordato dai capi di Stato dei dei Paesi del blocco lo scorso 28 luglio, sempre a Lima, in occasione dell'insediamento del neopresidente Ollanta Humala.
Dell'Unasur fanno parte Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Uruguay, Peru', Venezuela e Suriname. In pratica quasi 400 milioni di abitanti, con un Pil che rappresenta il 5,9% di quello mondiale. Diversi i temi in agenda dell'incontro di oggi. Al quale ne seguira' un altro il prossimo 12 agosto a Buenos Aires, a cui parteciperanno anche i banchieri centrali. Al di la' di mettere a punto misure comuni per far fronte all'ondata di capitali speculativi che si stanno riversando sulla regione, soprattutto in Brasile, vi e' anche il progetto di creare un 'Fondo monetario del Sud', formato dall'insieme delle riserve dei 12 Paesi che ammontano a circa 700 miliardi di dollari. ''Dobbiamo trovare strategie comuni per difendere i nostri mercati dall'invasione di altri Paesi che non li hanno'', ha anche specificato Mantega che, l'altro ieri, aveva parlato della necessita' di ''un cordone sanitario'', insomma protezionismo. In merito, la settimana scorsa, durante un incontro tra loro, le presidenti di Brasile e Argentina, Dilma Rousseff e Cristina Fernandez de Kirchner hanno discusso sulla possibilita' di ''blindare'' la regione con ''azioni comuni, concrete ed urgenti'' contro gli effetti delle crisi negli Usa e nell'Unione Europea. La seconda ha anche fatto voti per un ''Consenso del Sud, con inclusione sociale e sviluppo nazionale'', in contrapposizione al liberista Consenso di Washington. .
