Crisi, Bankitalia: "Decennio orribile, la chiave è la formazione"

ROMA, 21 GIU – E' ''un decennio orribile'' quello che abbiamo alle spalle e per uscire dalla situazione di stasi ''occorre puntare sulla conoscenza e sulle competenze'', cambiare il sistema produttivo, ''perche' pesano i profitti alle imprese che avrebbero dovuto chiudere'', e fare in modo che si accorci il divario tra Nord e Sud. A parlare e' il direttore generale della Banca d'Italia, Ignazio Visco, alla presentazione al Cnel della ricerca ''In ricchezza e in poverta''' realizzata da Giovanni Vecchi dell'Universita' Tor Vergata di Roma e sostenuta da Abbott.

Visco fa presente che il problema ''non e' solo l'assenza di crescita ma anche l'aumento della disuguaglianza che porta a poverta' e precarieta'''. I redditi degli italiani – emerge dallo studio – sono cresciuti, dal 1861 ad oggi, di 13 volte, piu' della media europea. L'incidenza della poverta' assoluta, nei 150 anni di unita' nazionale, e' crollata dal 43,9% al 4,4%. Resta pero' il divario Nord-Sud e negli ultimi tre decenni il binomio crescita ed equita' e' entrato in crisi e si registra un aumento della disuguaglianza. Quella dell'Italia unita e' dunque ''una storia di successo'' anche se il processo di crescita ''ha segnato una battuta di arresto – si evidenzia nella ricerca – all'inizio degli anni '90 del secolo scorso''. Dall'unita' ad oggi il tasso di poverta' si e' ridotto a livello nazionale di 10 volte ma se nel 1861 un abitante del Sud aveva una probabilita' superiore del 50% di essere povero rispetto a un cittadino del Nord oggi questa stessa probabilita' risulta piu' elevata.

Il presidente dell'Istat Enrico Giovannini ha parlato dei ''nuovi poveri'', che oggi sono ''gli anziani soli, le famiglie del Sud con bambini e i giovani, anche stranieri, che abbandonano la scuola''. ''Lo studio dimostra che la storia d'Italia e' stata uno straordinario successo – ha commentato il presidente Cnel Antonio Marzano – ma e' anche la storia di una unificazione ancora incompiuta sia tra Nord e Sud che tra le generazioni''. ''C'e' bisogno di un sogno comune, di un nuovo risorgimento, tutta la classe dirigente del Paese deve mettersi intorno ad un tavolo perche' o si cresce assieme o non si cresce affatto'', ha detto monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni. ''Non basta il Pil – ha aggiunto Paglia – ma c'e' un problema di sviluppo e ridistribuzione''.

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Emiliano Condò