VENEZIA, 8 OTT – Le sofferenze bancarie delle imprese italiane sono aumentate di oltre 21 miliardi di euro; tra il 31 luglio del 2010 e lo stesso giorno di quest'anno, la percentuale di crescita ha superato il 40% (precisamente il +40,2%). Lo sostiene l'associazione artigiani Cgia di Mestre secondo una rilevazione del suo centro studi.
In termini assoluti (al 31 luglio scorso), l'ammontare complessivo delle somme non restituite alle banche italiane ha superato i 74,5 mld di euro. A livello territoriale – per la Cgia – la situazione piu' grave si e' registrata nel Lazio dove nell'ultimo anno l'aumento delle insolvenze e' stato del +70%. Male anche la Sicilia (+62,5%) ed il Molise (+60,8%). Marche (+21,9%), Sardegna (+21,6%) e Valle d'Aosta (+19,7%) sono state le realta' dove l'incremento delle sofferenze bancarie e' stato piu' contenuto.
'La crescita delle sofferenze bancarie – rileva Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – e' la manifestazione piu' evidente dello stato di crisi delle nostre imprese. La cronica mancanza di liquidita' e la prolungata fase di crisi economica che stiamo vivendo, sono tra le cause piu' importanti che hanno fatto esplodere l'insolvibilita'. Inoltre, in questi ultimi tre anni di difficolta' economica, si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese e tra le imprese e la pubblica amministrazione''.
''Questa situazione ha gravemente indebolito la disponibilita' finanziaria soprattutto delle piccole realta' aziendali – aggiunge -, che da sempre subiscono l'abuso della posizione dominate dei loro committenti. Infine – conclude Bortolussi – nel momento in cui un'azienda viene dichiarata insolvente, scatta la segnalazione alla Centrale dei Rischi presso la Banca d' Italia, che rende pubblica, all'interno del circuito bancario, detta posizione, compromettendo quasi irreversibilmente i rapporti in essere con gli altri istituiti di credito. Per fronteggiare questa situazione, molte realta' imprenditoriali dichiarate insolventi, soprattutto nel Mezzogiorno, stanno ricorrendo a forme di finanziamento illegale per rimanere a galla, con il pericolo di finire irrimediabilmente nella rete tesa dalle organizzazioni criminali''.
