ROMA – ”Nei momenti difficili bisogna dare fiducia ma nei momenti drammatici bisogna avere il coraggio di dire la verità: questa manovra non affronta le vere priorità, è più dannosa che utile. Così l’Italia rischia di affondare”. L’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato – in un’intervista a Il Mattino – parla della manovra varata dal Cdm, ritenendo che se le cose non si risolvono ”anche le elezioni, con questa legge elettorale, non sono una soluzione” e che ”l’unica alternativa sarebbe un governo di solidarietà nazionale o tecnico”.
Questa, aggiunge, è ”l’ultima chiamata che ha il governo per recuperare un minimo di fiducia con il Paese reale e con la comunità internazionale. Ma anche l’opposizione deve fare la sua parte: se ha delle proposte è venuto il momento di metterle sul tavolo”. Ultima chiamata anche ”per l’intero ceto dirigente del Paese. Le parti sociali devono tirare fuori tutto il loro coraggio finendo di nascondersi”.
Per l’imprenditore la manovra ”rischia non solo di essere insufficiente ma anche inutilmente recessiva”. Quanto al contributo di solidarietà, ”rischia di essere solo depressivo perchè non accompagnato da riforme strutturali che rilancino la competitività” oltre a colpire ”prevalentemente il ceto medio”.
In questo momento, osserva, ”l’Italia, più che il declino, rischia la deindustrializzazione”, mentre ”occorreva realizzare un programma di riforme” in ”tre parole d’ordine: rigore, equità e competitività”. Le cose da fare sono diverse – precisa D’Amato – a cominciare da ”un intervento più incisivo sui costi della politica, un contributo di solidarietà equo e un piano di liberalizzazioni e privatizzazioni”. Occorre, poi, ”una riforma delle pensioni” e ”pacchetto di stimolo all’economia” con ”regole ferree contro la speculazione”.