WASHINGTON, STATI UNITI – ”Per la seconda volta in due anni, la crisi del debito dell’Europa rischia di rallentare la fragile ripresa degli Stati Uniti”, secondo quanto scrive il New York Times, sottolineando che ”anche se le istituzioni finanziarie americane hanno preso iniziative per tutelarsi dai problemi dell’Europa, un rallentamento del Vecchio Continente potrebbe danneggiare la fiducia di consumatori e imprese americani e rafforzare il dollaro, rendendo le esportazioni americane meno competitive”.
”Le economie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti sono le piu’ grandi al mondo e le loro istituzioni finanziarie sono profondamente legate. Le loro relazioni commerciali sono ampie e insieme rappresentano un terzo dei flussi commerciali al mondo”, sottolinea il New York Times. Le istituzioni finanziarie statunitensi stanno drasticamente riducendo la loro esposizione ai mercati del debito dell’area euro, ma questo ”potrebbe non essere abbastanza nel caso di fallimento di una banca e di panico sul mercato dei bond”.
L’esposizione delle banche statunitensi a Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna e’ pari – secondo i dati del Congressional Research Service – A 641 miliardi di dollari e ”un collasso di una banca europea potrebbe causare problemi analoghi alle istituzioni statunitensi”. L’esposizione delle banche americane alle istituzioni tedesche e francesi e’ oltre 1.200 miliardi di dollari, il 10% degli asset delle banche commerciali negli Stati Uniti. .