BRUXELLES – Europarlamento all'attacco sui mercati finanziari: vince la battaglia sul regolamento dei derivati e si prepara a ''ridimensionare'' l'oligopolio delle tre grandi 'sorelle' del rating.
Il giro di vite che l'Europa prepara sulle attivita' di S&P, Moody's e Fitch, arriva nel giorno in cui Parlamento europeo e Consiglio raggiungono un decisivo accordo sul regolamento per i derivati. Fino a dieci giorni fa Francia, Germania e Gran Bretagna facevano ancora ostruzionismo.
Per Michel Barnier finisce cosi' ''l'era delle opacita' delle transazioni oscure'' e si mette al sicuro il mercato finanziario, operazione sulla quale tassello dopo tassello l'Europa sta lavorando dal 2008. ''Abbiamo imparato la lezione'' rivendica Barnier. Ed esulta anche l'europeista presidenza danese che ha imposto l'accelerazione finale verso il compromesso che si era incagliato sui poteri dell'Esma (l'autorithy europea di supervisione dei mercati).
Per le agenzie di rating invece la palla e' nel campo del Parlamento. Che si prepara a vietare i giudizi ''non richiesti'' sui debiti sovrani, a trasformare i loro 'voti' da ''opinione'' a ''servizio di informazione a investitori e consumatori'' (con tutte implicite ricadute legali sulla responsabilita').
Ed ancora: rilancia la proposta di una 'agenzia' europea indipendente di valutazione, vuole ridurre l'automaticita' tra 'downgrading' e scelte degli investitori istituzionali, cerchera' di imporre regole di maggiore trasparenza, impedire i conflitti di interessi. E vuole far compilare all'Esma una 'pagella' annuale sulle performance delle agenzie. Che ''sbagliano molto'' ed il cui potere deve essere ''ridimensionato'', come spiega Leonardo Domenici, l'eurodeputato del Pd designato relatore del Parlamento europeo per la proposta della Commissione europea di regolamentazione.
Presentata a novembre scorso da Michel Barnier, la proposta sulle agenzie di notazione fini' per essere ''annacquata'' dopo una feroce discussione in Collegio dei Commissari. ''Il nostro obiettivo – ha spiegato oggi Domenici – e' quello di stimolare una vera discussione in Parlamento e mettere le agenzie di rating nella dimensione piu' appropriata. La loro attivita' attuale ha conseguenze automatiche che hanno effetti prociclici sulla crisi''.
Martedi' scorso Domenici ha depositato la bozza di un testo che il 28 febbraio sara' valutato dalla Commissione Econ del Parlamento europeo. Se non ci saranno intoppi andra' al voto in plenaria nella sessione di luglio. Prevedibile, su un argomento cosi' sensibile, una forte azione di lobby. Domenici pero' replica affermando che ''molti operatori di mercato sono consapevoli che serve una vera riforma: interessa anche ai mercati finanziari''.
Punto essenziale sara' quello ''vietare i rating non richiesti'' e ''contemporaneamente invitare la Commissione europea a individuare una entita' indipendente che possa emettere valutazioni, sia essa gia' esistente (come la Bce o la Bei) o da creare ex novo''.
Il rischio che il divieto possa ridurre l'appetibilita' dei titoli europei esiste, riconosce Domenici, ma e' estremamente limitato perche' in realta' gli investitori ''hanno gia' abbastanza informazioni'' e ''nessuno ormai e' cosi' sprovveduto da pensare che i debiti sovrani siano a rischio zero''. Vero obiettivo: ''Spezzare l'oligopolio''.
