ROMA, 15 GIU – I rischi per la stabilita' finanziaria dell'area euro sono aumentati. E pesa come una spada di Damocle la forte connessione fra le banche, che in pancia hanno massicce dosi di titoli di Stato, e i bilanci pubblici. L'allarme arriva dalla Banca centrale europea, mentre Moody's apre una breccia sul fronte dei grandi istituti di credito europei: Bnp Paribas, Societe' generale e Credit Agricole, i tre piu' grandi di Francia, rischiano il taglio del rating per la loro esposizione verso Atene.
A sei mesi dall'ultimo 'Financial Stability Review', la Bce torna a fare il punto sui progressi fatti in tema di rischi finanziari nel post-Lehman Brothers. E c'e' soprattutto un punto che preoccupa l'Eurotower: il legame a doppio filo fra le banche – finanziatrici dei governi attraverso l'acquisto del debito pubblico – e le finanze pubbliche: e qui, avverte la Bce, ''i rischi sono elevati'' in termini di stabilita' finanziaria. In questo contesto il quadro nell'area euro, scrive infatti Francoforte, ''e' rimasto molto impegnativo''. Secondo la Bce, inoltre, una ristrutturazione del debito greco ha "conseguenze potenzialmente molto pericolose" per il Paese e per il suo sistema bancario. L'allarme riguarda le banche residenti nei Paesi ad alto rischio, a partire dalla Grecia. Ma che potrebbe estendersi alle grandi banche creditrici. Proprio oggi Moody's ha squarciato il velo sui rischi delle grandi banche europee esposte verso Atene, minacciando di tagliare il rating di Bnp Paribas, Credit Agricole e Societe' generale. Una doccia fredda per le banche transalpine, esposte per circa 40 miliardi di euro verso la Grecia (principalmente crediti ai privati) contro i circa 24 miliardi della Germania. Si apre una breccia che potrebbe coinvolgere molte banche europee, ed e' la stessa Moody's ad avvertire che ''potrebbe intraprendere azioni simili su altre banche con esposizione diretta alla Grecia nelle prossime settimane''.
Intanto S&P, di fronte all'ipotesi di un default sovrano sempre piu' concreta, ha tagliato il rating su quattro grossi istituti di credito greci a 'CCC'. La svalutazione dei bilanci di National Bank of Greece, Efg Eurobank Ergasias, Alpha Bank e Piraeus Bank sarebbe cosi' forte, in caso di default, che c'e' il rischio di un effetto domino. Proprio la Bce, nel suo rapporto, avverte che se vincera' la ristrutturazione (con default) voluta da Berlino, l'Eurotower non accetterebbe piu' titoli greci come garanzia. Uno scenario drammatico che toglierebbe alle banche greche la liquidita' su cui oggi sopravvivono e che fa ipotizzare al New York Times una nuova 'Lehmann Brothers'.
Alla vigilia dell'incontro tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il futuro presidente delle Bce, Mario Draghi (promosso oggi a 'pieni voti' dal Parlamento Ue), il bilancio del rapporto dell'Eurotower non e' percio' dei migliori: ''per il terzo anno consecutivo dall'intensificazione della crisi nell'autunno 2008 – osserva la Bce – i rischi sono ancora prevalenti nei principali settori economici dell'area euro''. Fra questi, i tecnici della Bce citano alcuni pericoli ''sistemici'' collegati alle banche: l'acceso alle fonti di finanziamento (diverse banche sopravvivono grazie alla liquidita' straordinaria della Bce); i prezzi degli immobili commerciali destinati a restare lontani dai massimi pre-crisi; e poi la possibilita' di un balzo dei tassi a lunga scadenza e gli squilibri macroeconomici globali.
