WROCLAW (POLONIA), 16 SET – La Grecia è sull'orlo del baratro e ci resterà: i ministri finanziari dell'Eurozona non hanno fatto alcun progresso sui nodi che ancora impediscono il secondo piano salva-Atene. E intanto, la prossima tranche di aiuti, che rientra nel primo piano ed era attesa per settembre, slitta ad ottobre, e se non dovesse arrivare, la Grecia potrebbe essere costretta a dichiarare il default perché non avrà più un euro in cassa.
E' la prima volta che i ministri dell'Economia si riuniscono dal 21 luglio, quando i leader di Eurolandia approvarono l'aumento del fondo salva-Stati (Efsf) e il secondo piano salva-Atene, composto da prestiti da 109 miliardi. Da allora, entrambi i piani sono rimasti al palo per una serie di interessi nazionali che i 17 ancora non riescono a superare.
Il primo dei problemi è ancora quello delle garanzie sui nuovi prestiti alla Grecia. Subito dopo l'accordo del 21 luglio, la Finlandia, sotto la pressione del partito euroscettico, ha cominciato a negoziare con Atene un accordo che garantisse la sua parte di prestito. E subito Austria e Olanda l'hanno imitata, chiedendo una contropartita anche sotto forma di immobili o altri beni dello Stato.
Per evitare un trattamento di favore per alcuni, da settimane si negozia per raggiungere una forma di garanzie comune a tutti, senza mettere in pericolo l'intero piano.
Il secondo problema riguarda le ratifiche all'accordo che porta il fondo salva-Stati da 250 a 440 miliardi di euro e ne aumenta i poteri, dandogli la capacità di acquistare bond sul mercato secondario, di ricapitalizzare le banche e di aprire linee di credito per quei Paesi che non rientrano in programmi di aiuto. Finora solo cinque Stati, tra cui l'Italia, l'hanno ratificato. E nonostante i continui richiami, anche oggi, da parte delle autorità europee ad una ratifica entro settembre, c'è chi cerca ancora di prendere tempo, come la Slovacchia.
Intanto, la nuova tranche di aiuti alla Grecia dal vecchio piano, ovvero 8 miliardi di euro che Ue-Bce-Fmi (troika) avrebbero dovuto sbloccare a settembre, resta congelata almeno fino ad ottobre. Il via libera non c'è stato perché la Grecia non ha rispettato gli obiettivi richiesti dalla troika, ma dopo le ultime misure approvate in un gabinetto d'emergenza, gli aiuti dovrebbero arrivare.
Mentre restano ancora tutte aperte le incognite sulla soluzione del caso Grecia, prendono consistenza le voci sul suo possibile default: ''E' da prendere in considerazione se il salvataggio fosse troppo costoso'', dice oggi il ministro austriaco delle finanze Maria Fekter.
